Terremoto di magnitudo 7.3 al largo del Messico, scatta l’allerta tsunami per Messico e Guatemala
Un forte terremoto di magnitudo 7.3 ha colpito il Pacifico al largo delle coste meridionali del Messico, provocando momenti di paura tra la popolazione e facendo scattare un’allerta tsunami per alcune aree costiere del Messico e del Guatemala.
Secondo le rilevazioni dell’United States Geological Survey (USGS), l’epicentro del sisma è stato localizzato in mare, a circa 48 chilometri a sud-ovest di Aquiles Serdán, nello Stato del Chiapas, nei pressi della località costiera di Puerto Madero. La scossa è stata registrata a una profondità relativamente contenuta, elemento che ha aumentato l’attenzione delle autorità per il possibile rischio di onde anomale.
Il terremoto era stato inizialmente indicato con una magnitudo di 7.4, ma le successive analisi dei dati hanno portato a una revisione del valore a 7.3. L’evento si è verificato in una delle aree geologicamente più attive dell’America centrale, dove la placca di Cocos sprofonda sotto la placca nordamericana lungo la fascia di subduzione che attraversa il margine pacifico del continente.
Dopo la scossa principale, le autorità hanno avviato le verifiche nelle zone più vicine all’epicentro. Il sisma è stato avvertito in diverse località del Messico meridionale e anche nei Paesi vicini, in particolare in Guatemala e in alcune aree dell’America centrale. Molti cittadini hanno lasciato temporaneamente abitazioni, uffici ed edifici pubblici per raggiungere zone più sicure.
Il centro di allerta tsunami statunitense ha emesso un avviso per le coste messicane e guatemalteche, invitando la popolazione a mantenere alta l’attenzione nelle aree portuali e lungo le spiagge. La minaccia indicata riguarda la possibilità di onde generate dal movimento del fondale oceanico, con effetti potenzialmente variabili a seconda della conformazione delle coste.
Al momento non sono stati segnalati danni gravi né vittime. Le squadre di emergenza locali stanno comunque effettuando controlli su infrastrutture, strade, edifici pubblici e reti di comunicazione per verificare eventuali conseguenze del sisma.
Nelle ore successive alla scossa principale sono state registrate diverse repliche, alcune delle quali di intensità significativa. Gli esperti sottolineano che una sequenza di assestamento è un fenomeno frequente dopo terremoti di questa magnitudo e che il monitoraggio continuerà per valutare l’evoluzione della situazione.
Il Messico è uno dei Paesi più esposti al rischio sismico mondiale. La costa pacifica, in particolare gli Stati di Chiapas, Oaxaca, Guerrero e Michoacán, è attraversata da importanti strutture tettoniche responsabili di numerosi terremoti anche di forte intensità nel corso della storia recente.
Le autorità messicane hanno invitato la popolazione a seguire esclusivamente le comunicazioni ufficiali e a non diffondere informazioni non verificate, mentre prosegue il monitoraggio dell’area interessata dal terremoto e dell’eventuale evoluzione del rischio tsunami.
