Il Mondiale più grande di sempre: 48 nazionali, tre nazioni e la festa del calcio che ridisegna la storia

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Dall’Azteca di Città del Messico alle strade illuminate di Miami, dal freddo inaspettato di Kansas City all’adrenalina del MetLife Stadium di New York dove il 19 luglio si assegnerà il trofeo: il Mondiale 2026, distribuito tra Stati Uniti, Canada e Messico, è il torneo più grande di sempre con 104 partite e 48 nazionali coinvolte. Una competizione che ha già scritto pagine di storia prima ancora di entrare nella sua fase decisiva, e che continua a regalare emozioni, polemiche e colpi di scena degni della manifestazione calcistica più seguita sul pianeta. prono

La rivoluzione del format

Il campionato mondiale di calcio 2026 è iniziato l’11 giugno e si concluderà il 19 luglio. Contando le edizioni del 1970 e del 1986, il Messico diventa la prima nazione a ospitare per la terza volta il campionato mondiale di calcio, mentre per il Canada costituisce la prima volta in assoluto. Ma la vera novità strutturale è l’allargamento a 48 squadre, una scelta fortemente voluta dal presidente FIFA Gianni Infantino e che ha trasformato radicalmente la geopolitica calcistica del torneo. Per la prima volta nella storia, nazionali che in condizioni normali avrebbero impiegato decenni per affacciarsi alla ribalta mondiale condividono il palcoscenico con le grandi potenze del pallone. La nuova formula porta diversi benefici: più squadre, più partite e un tabellone più ampio significano che i tifosi hanno più incontri da seguire e più emozioni, con l’apertura delle porte a nazionali che nei precedenti sistemi di qualificazione avevano scarse possibilità di accedere al torneo.

La nota di colore che ha scosso il mondo

Tra le tante storie che fanno da cornice al pallone, quella che più ha fatto discutere prima del fischio d’inizio non riguarda un gol né un’espulsione, bensì un caso diplomatico. L’8 giugno 2026, l’arbitro somalo Omar Abdulkadir Artan, pur essendo in possesso di passaporto diplomatico e regolare visto, viene trattenuto all’aeroporto internazionale di Miami ed espulso dagli Stati Uniti. La FIFA, attraverso una nota, dichiara di “non poter intervenire nei processi migratori dei Paesi ospitanti” e pertanto viene escluso dalla rosa arbitrale. Un episodio che ha sollevato interrogativi sull’effettiva neutralità di un Mondiale ospitato in un contesto geopolitico tanto carico di tensioni (fonte: Wikipedia)

Sul campo, la partita inaugurale ha consegnato subito spettacolo e storia: allo stadio Azteca di Città del Messico, il Messico vince per 2-0 sul Sudafrica con le reti di Julián Quiñones e Raúl Jiménez, con ben tre espulsioni dirette in un unico match, la seconda sfida di sempre per maggior numero di cartellini rossi estratti. Un battesimo tutto fuoco e proteste, che ha ricordato a tutti come il calcio sia anche eccesso, passione e qualche volta caos.

Le stelle e i colpi di scena della fase a gironi

La fase a gironi ha consegnato un torneo di rara intensità. Lionel Messi, nonostante i trentotto anni, continua a dominare: l’Argentina ha demolito l’Algeria 3-0 con una tripletta del fuoriclasse argentino, poi ha replicato contro l’Austria con una doppietta. Il tridente Messi-Lo Celso guida un’Argentina che si conferma tra le candidate più credibili alla difesa del titolo conquistato a Qatar 2022.

Dall’altra parte del tabellone, Erling Haaland ha fatto quello che sa fare meglio: segnare. La Norvegia ha asfaltato l’Iraq per 4-1 all’esordio con una doppietta del centravanti del Manchester City, prima di cedere alla Francia nel girone finale per 1-4 in un match dove Ousmane Dembélé ha messo a segno tre reti.

La Francia di Deschamps appare come la squadra più convincente del lotto. Mbappé è in stato di grazia, Dembélé devastante sulle fasce. Il blocco Bleus sembra aver trovato la quadratura tattica che a volte nei tornei passati era mancata nei momenti decisivi. Sul versante europeo, l’Inghilterra sta crescendo di partita in partita: i Three Lions hanno vinto 4-2 contro la Croazia dopo un avvincente secondo tempo, con Jude Bellingham e Marcus Rashford decisivi nella ripresa.

Verso i sedicesimi: il quadro si delinea

La fase a gironi si chiude oggi con le ultime quattro partite: grande attesa per il big match tra Colombia e Portogallo, con i lusitani già qualificati ai sedicesimi e ancora in corsa per il primo posto del girone. Il tabellone della fase a eliminazione diretta, con le sue 32 squadre superstiti, promette incroci di altissimo livello già dalle prime battute.

Chi riuscirà a imporsi in questa edizione storica del Mondiale? I pronostici mondiali 2026 indicano Francia e Spagna come le grandi favorite, con l’Argentina campione in carica e un Brasile guidato da Carlo Ancelotti che prova a rientrare nei ranghi delle grandi potenze. Ma la bellezza di un torneo allargato a 48 squadre, distribuito in tre nazioni su migliaia di chilometri, è proprio questa: nessuno può davvero sapere cosa succederà. E forse è questo il valore più autentico del calcio.