Gianni Alemanno torna libero dopo 534 giorni: “Sono innocente, non avrei mai dovuto entrare in carcere”

Dopo 534 giorni trascorsi dietro le sbarre, Gianni Alemanno tornerà in libertà mercoledì 24 giugno. L’ex sindaco di Roma e già Ministro lascia il carcere di Rebibbia con una convinzione che ribadisce senza esitazioni: «Sono innocente e questa detenzione non doveva mai cominciare».

Nell’ultimo capitolo del suo “Diario di Cella 63”, scritto alla vigilia dell’uscita, Alemanno ripercorre un anno, cinque mesi e ventiquattro giorni che definisce il simbolo di una vicenda giudiziaria profondamente ingiusta. L’ex primo cittadino della Capitale sostiene infatti di essere stato privato della libertà per un reato che oggi non esiste più nell’ordinamento italiano dopo l’abolizione dell’abuso d’ufficio, elemento centrale della sua condanna per traffico di influenze.

Parole che assumono il tono di una vera e propria requisitoria contro il sistema giudiziario. Alemanno non nasconde l’amarezza per una detenzione che considera ingiustificata e che, a suo avviso, rappresenta una ferita non soltanto personale ma anche istituzionale.

«Questa esperienza non doveva mai iniziare», scrive, sostenendo che la sua permanenza in carcere sia stata il risultato di decisioni che continuano a sollevare interrogativi. Una convinzione che lo ha accompagnato durante tutta la detenzione e che oggi rilancia con ancora maggiore forza, nel giorno in cui si appresta a varcare il cancello di Rebibbia.

Per Alemanno, la libertà che riacquista non cancella ciò che è accaduto. Al contrario, diventa il punto di partenza per continuare una battaglia pubblica. Durante la detenzione l’ex sindaco ha più volte denunciato le condizioni del sistema carcerario italiano, ma nella sua ultima lettera il tema centrale resta la propria vicenda giudiziaria e la convinzione di essere stato incarcerato senza che ve ne fossero i presupposti morali e giuridici.

L’ex leader della destra romana sottolinea come il suo caso sia diventato emblematico di una giustizia che, secondo lui, può colpire duramente anche quando il quadro normativo cambia radicalmente. Da qui la rivendicazione della propria innocenza e la volontà di continuare a difendere pubblicamente le proprie ragioni.

Mercoledì mattina, alle ore 10, Alemanno uscirà dal carcere dopo oltre diciassette mesi di detenzione. Per i suoi sostenitori sarà il ritorno alla libertà di un uomo che ha sempre proclamato la propria innocenza. Per lui stesso, come emerge dalle parole affidate al diario, sarà soprattutto la fine di una prova che ritiene di non aver mai dovuto affrontare.

La sua uscita chiude uno dei capitoli più difficili della sua lunga carriera politica, ma non mette fine alla battaglia che intende portare avanti. Anzi, Alemanno annuncia di voler continuare a far sentire la propria voce, convinto che la sua storia sia la dimostrazione di come una persona possa perdere la libertà pur continuando a proclamarsi innocente.

E proprio questo è il messaggio che consegna all’opinione pubblica nel giorno della liberazione: «Esco dal carcere, ma continuo a sostenere che non avrei mai dovuto entrarci». Una frase che riassume il senso della sua denuncia e che segna il ritorno sulla scena pubblica di uno dei protagonisti più discussi della politica italiana degli ultimi decenni.