Massimo Martire ricorda Vito Monaco: «Direttore, che mi hai combinato? Dovevamo fare ancora tante cose insieme»
La scomparsa di Vito Monaco continua a suscitare profonda commozione nel mondo del giornalismo e della televisione italiana. Tra i tanti messaggi di cordoglio che stanno arrivando in queste ore, particolarmente toccante è quello di Massimo Martire, collega, amico e compagno di un lungo percorso professionale condiviso tra radio, televisione e comunicazione.
Parole cariche di dolore, affetto e gratitudine, che raccontano non soltanto un rapporto di lavoro durato decenni, ma anche una sincera amicizia costruita nel tempo, fatta di esperienze comuni, confronti, momenti difficili e reciproca stima.
«Direttore che mi hai combinato? Dovevamo fare ancora tante cose insieme», scrive Martire, lasciando emergere tutto lo smarrimento provocato dalla notizia della scomparsa di Monaco.
Un legame che affonda le proprie radici molto lontano nel tempo. «Le mie supplenze erano per me un onore. Sostituirti è impossibile ma c’è chi ci prova», afferma ancora Martire, sottolineando il rispetto professionale nei confronti di un uomo che per generazioni di giornalisti e operatori dell’informazione ha rappresentato un punto di riferimento.
Nel suo messaggio emerge il ricordo di oltre quarant’anni di collaborazione. «Terrò per me un bagaglio di esperienze tra Radio, Tv e Pubblicità iniziato nel lontano 1982. Mamma mia da quanti anni ti conosco!», scrive con evidente emozione.
Sono parole che restituiscono il valore umano di una relazione professionale straordinariamente lunga, attraversata da cambiamenti epocali nel mondo dei media, dalle trasformazioni della televisione locale all’evoluzione della comunicazione contemporanea. Un percorso vissuto fianco a fianco, condividendo progetti, sfide e responsabilità.
Martire non nasconde neppure gli inevitabili momenti di confronto che caratterizzano i rapporti più autentici. «In tutti questi anni abbiamo lavorato insieme, abbiamo anche litigato ma ci siamo riavvicinati e valorizzati ancora di più», ricorda.
Una frase che testimonia la solidità di un rapporto capace di superare divergenze e incomprensioni, rafforzandosi nel tempo grazie alla stima reciproca e alla consapevolezza del valore professionale e umano dell’altro.
Nel messaggio non ci sono formule di circostanza. C’è invece il dolore sincero di chi perde una presenza importante della propria vita. Per questo le ultime parole assumono un significato ancora più intenso: «Mancherai… e basta!».
Una frase semplice, essenziale, forse la più difficile da pronunciare quando si saluta una persona con la quale si è condivisa una parte così significativa del proprio cammino.
Il ricordo di Massimo Martire si aggiunge alle numerose testimonianze di affetto che stanno arrivando da colleghi, amici, collaboratori e telespettatori che nel corso degli anni hanno avuto modo di conoscere e apprezzare Vito Monaco, figura storica dell’informazione televisiva italiana.
Dietro il professionista rigoroso e il giornalista stimato emerge oggi, attraverso queste parole, anche l’uomo capace di costruire rapporti profondi e duraturi, lasciando un segno indelebile nelle persone che hanno avuto il privilegio di lavorare al suo fianco.
Il messaggio di Massimo Martire rappresenta così uno dei tributi più autentici e sentiti alla memoria di Vito Monaco: il saluto di un amico che, dopo oltre quattro decenni di vita professionale condivisa, fatica ancora ad accettare che quella voce, quella presenza e quel punto di riferimento non ci siano più.
E proprio in quella frase finale, «Mancherai… e basta», è racchiuso tutto il peso di un’assenza che oggi appare difficile da colmare.
