Dalla Calabria al Canada, l’Oro Verde del Mediterraneo di Pino Cinquegrana punta alla scena internazionale
Cresce l’attesa per l’uscita di L’Oro Verde del Mediterraneo, la nuova opera dell’antropologo italocanadese Pino Cinquegrana, un volume che si annuncia come uno dei lavori editoriali più significativi dedicati alla cultura dell’olio extravergine d’oliva, alla Dieta Mediterranea e alla memoria identitaria del Sud Italia.
Pubblicato da Libritalia, seguito con attenzione di elevata professionalità del direttore editoriale dottoressa Simona Toma, il volume sarà presentato non solo nei principali appuntamenti culturali calabresi, ma anche all’estero, con tappe già previste tra Canada e Stati Uniti, a conferma del crescente interesse internazionale verso il patrimonio agroalimentare e antropologico del Mediterraneo.
L’opera, interamente a colori, intreccia ricerca storica, antropologia, tradizioni popolari e approfondimenti scientifici, offrendo una lettura ampia e multidisciplinare del cosiddetto “oro verde”. Un lavoro maturato dopo anni di studi sul territorio dell’Angitola e dell’intera provincia di Vibo Valentia, dove Cinquegrana ha analizzato uliveti storici, cultivar autoctone e pratiche di produzione che ancora oggi rendono l’olio locale tra i più apprezzati d’Italia.
Di rilievo internazionale anche il contributo scientifico presente nel volume. Tra gli autori figurano infatti lo scienziato Domenico Praticò della Temple University, la biologa Adele Cinquegrana, il cardiologo Soccorso Capomolla, direttore del Centro Don Mottola Medical Center, il presidente dell’Accademia della Dieta Mediterranea Antonio Montuoro e lo studioso dell’olio Thomas Varano.
Ampio spazio viene dedicato agli effetti benefici dell’olio extravergine d’oliva sulla salute cardiovascolare e sulla prevenzione di patologie neurodegenerative come Alzheimer, Parkinson e ictus, alla luce delle più recenti ricerche internazionali. Un tema che rafforza ulteriormente il valore globale della Dieta Mediterranea, riconosciuta come uno dei modelli alimentari più importanti al mondo.
Il libro non si limita però all’aspetto nutrizionale. Centrale anche la ricostruzione storica delle antiche pratiche di lavorazione dell’olio: dai “troppiti” e “troppitari” alle tradizionali presse in legno, fino all’evoluzione tecnologica con l’introduzione dell’acciaio nei processi di estrazione a freddo.
Particolarmente suggestiva anche la parte dedicata ai vasai di Gerocarne, celebri per la realizzazione delle giare utilizzate nella conservazione dell’olio. Secondo gli studi riportati nel volume, l’arte locale veniva paragonata a quella dei celebri figuli fiorentini, a testimonianza di una tradizione artigianale di straordinario pregio storico e culturale.
Con immagini, documenti e una ricca bibliografia internazionale, L’Oro Verde del Mediterraneo si prepara così a diventare un’opera di riferimento non solo per studiosi e appassionati, ma anche per il mondo della cultura mediterranea nel panorama internazionale.
