“La grafia dei potenti”: da Trump a Zelensky, la lettura grafologica di Carmencita Furlano tra forza, ego e controllo

Nel corso di una diretta del format Fast News Platform, la grafologa Carmencita Furlano è intervenuta in una lunga analisi dedicata alla cosiddetta “scrittura dei potenti”, offrendo una lettura delle firme di alcuni tra i principali leader mondiali, tra cui Donald Trump, Vladimir Putin, Xi Jinping, Volodymyr Zelenskyy e Benjamin Netanyahu.

Un confronto che, nelle parole dell’esperta, non ha finalità politiche ma esclusivamente interpretative dal punto di vista grafologico, cioè della scrittura come “traccia della personalità”.

La scrittura come “specchio dell’anima”

Furlano ha ribadito uno dei principi cardine della grafologia: la scrittura come espressione diretta del sistema nervoso e della struttura psicologica dell’individuo.

“La scrittura non mente – ha spiegato – può farlo la voce, lo sguardo, la parola. Ma il gesto grafico è un test proiettivo difficile da mascherare”.

Da qui l’impostazione dell’analisi: firme e tratti grafici diventano, secondo la grafologa, indicatori di temperamento, modalità di relazione e gestione del potere.

Trump: predominanza e centralità dell’ego

Analizzando la firma di Donald Trump, Furlano ha evidenziato una forte presenza di tratti angolosi, pressione marcata e ampiezza del gesto.

Secondo la sua lettura, questi elementi rimanderebbero a una personalità “forte, dominante, fortemente centrata sull’ego e sulla propria affermazione”.

Allo stesso tempo, la grafologa ha sottolineato la presenza di un possibile conflitto interno: una struttura esterna di potere e sicurezza che, a suo avviso, potrebbe nascondere fragilità interiori non esplicitate.

“C’è una volontà di controllo e di affermazione costante – ha osservato – che porta a credere profondamente nelle proprie decisioni, con scarsa tendenza al dubbio”.

Putin: controllo e chiusura difensiva

Passando alla firma di Vladimir Putin, l’analisi si sposta su un registro diverso.

Furlano individua tratti più curvilinei rispetto a Trump, pur con elementi ricorrenti di chiusura e auto-protezione.

“La forma curvilinea indica maggiore apertura, ma la presenza di tratti avvolti su sé stessi segnala difesa e controllo”, ha spiegato.

Il risultato, secondo la grafologa, è una personalità che combina apertura apparente e forte necessità di protezione, con una struttura di potere centrata sulla gestione del controllo e della distanza relazionale.

Xi Jinping: struttura, controllo e organizzazione

Sulla scrittura di Xi Jinping, Furlano ha precisato la difficoltà di un’analisi diretta dei sistemi grafici non occidentali, ma ha comunque osservato il “movimento” della scrittura come elemento centrale.

Ne emerge, secondo la sua interpretazione, una grafia “fortemente strutturata e controllata”, con una marcata tendenza all’ordine e alla gestione gerarchica.

“La caratteristica principale è la riduzione dello spazio e la forte disciplina del gesto”, ha sottolineato, collegando questi elementi a una personalità orientata al comando e alla stabilità del controllo.

Zelensky e Netanyahu: energia, espansione e centralità del sé

Particolarmente articolata anche la lettura delle firme di Volodymyr Zelensky e Benjamin Netanyahu.

Per Zelensky, la grafologa ha evidenziato tratti ascendenti e dinamici, interpretati come segno di tensione verso l’alto, energia e spinta reattiva.

“C’è una forza che tende a proiettarsi verso l’esterno e verso l’alto”, ha osservato.

Più marcata ancora l’analisi su Netanyahu, nella cui firma Furlano riconosce un forte elemento di centralità del sé e una struttura grafica “che avvolge il nome”, interpretata come bisogno di protezione e controllo del proprio spazio identitario.

“È una firma che occupa spazio, con una forte presenza scenica e simbolica”, ha spiegato.

Il filo comune: potere e autodifesa

Nonostante le differenze, Furlano individua un tratto comune tra tutti i leader analizzati: la combinazione tra potere, controllo e difesa psicologica.

Secondo la sua lettura, le firme dei grandi leader mondiali mostrano spesso strutture “chiuse”, segni di autodifesa e una forte centralità dell’io, seppur declinata in forme diverse.

“Chi guida ha sempre una forte struttura dell’io, ma anche barriere difensive importanti”, ha sintetizzato.

Grafologia tra scienza e dibattito

Nel corso della diretta, la grafologa ha anche richiamato il tema del riconoscimento professionale della disciplina, sottolineando il ruolo della grafologia in ambito peritale e giudiziario come CTU e CTP.

Un settore ancora, secondo Furlano, “non pienamente riconosciuto in modo organico a livello nazionale”, nonostante normative e percorsi formativi già esistenti.

“La scrittura è la biografia del soggetto – ha concluso – e il tracciato grafico è una registrazione del comportamento neurofisiologico dell’individuo”.

Un’affermazione che riporta il dibattito dalla geopolitica alla psicologia, passando per una disciplina che continua a muoversi tra scienza, interpretazione e controversia.