Michael Hartono, patron del Como, è morto a 86 anni: il club lombardo tra passione e investimenti miliardari
È scomparso oggi Michael Bambang Hartono, 86 anni, co-proprietario del Como Calcio insieme al fratello Robert Budi Hartono. I due miliardari indonesiani avevano rilevato il club lombardo in Serie D nel 2019 con la holding Sent, investendo inizialmente 220 mila dollari. Da allora, il Como ha vissuto una vera e propria rinascita: promosso in Serie C nel 2020, in Serie B nel 2021 e in Serie A nel 2024, diventando uno dei progetti più ambiziosi del calcio europeo.
I fratelli Hartono, noti per il rigore finanziario e per non fare debiti, hanno investito nel Como circa 350 milioni di euro. La loro filosofia era chiara: soldi veri, assegni a sette zeri e nessun ricorso a prestiti o cambiali, una strategia rara nel mondo del calcio professionistico.
Originari di Kudus, sull’isola di Giava, Michael e Robert hanno costruito un impero commerciale e finanziario con la Djarum Group, attiva nel tabacco, nel settore bancario, immobiliare e tecnologico. Secondo Forbes, i due fratelli sono tra i proprietari più ricchi di club di Serie A, con un patrimonio stimato in 38,5 miliardi di dollari, davanti a Dan Friedkin della Roma e alla famiglia Saputo del Bologna.
La quota di Michael nel club, pari al 49%, passerà ora ai suoi eredi, mentre Robert detiene il 51% della società. Già durante la gestione dei fratelli, due dei figli erano stati coinvolti nel progetto Como, a garanzia di continuità.
L’impatto dei Hartono sul calcio italiano va oltre l’aspetto economico: la loro gestione ha trasformato una piccola piazza in un progetto sportivo di livello europeo, puntando a obiettivi ambiziosi come l’accesso alla Champions League, senza compromessi sulla sostenibilità finanziaria.
