Kabul sotto attacco: forti esplosioni scuotono la capitale afghana dopo i raid pakistani
Forti esplosioni hanno scosso Kabul nella notte, poche ore dopo l’annuncio del governo talebano di un’offensiva al confine contro il Pakistan. Giornalisti dell’Afp, testimoni e residenti riferiscono di almeno otto esplosioni nella città, accompagnate da raffiche di colpi d’arma da fuoco e dal rumore di aerei da combattimento.
Il portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid, ha confermato gli attacchi aerei su Kabul, Kandahar e la provincia di Paktia, definendo il Pakistan “codardo” ma precisando che al momento non si segnalano vittime tra i civili. Anche il valico di Torkham, principale punto di confine tra i due Paesi, è stato teatro di spari e bombardamenti, mentre gli afghani rientrati dal Pakistan fuggivano dai combattimenti.
Il governo pakistano ha risposto con toni durissimi: il ministro della Difesa Khawaja Asif ha parlato di “guerra aperta” contro i talebani, mentre il primo ministro Shehbaz Sharif ha assicurato che le forze armate pachistane hanno la capacità di schiacciare qualsiasi aggressione. Secondo fonti pakistane, nei raid sono stati uccisi 133 talebani e oltre 200 sono rimasti feriti; distrutte 27 postazioni e nove basi talebane.
Il ministero della Difesa talebano conferma invece di aver lanciato operazioni di ritorsione e di aver inflitto “gravi perdite” all’esercito pakistano, con la morte di 55 soldati e numerosi feriti. Accusa inoltre Islamabad di aver colpito un campo di sfollati nella provincia di Nangarhar, ferendo 13 civili, tra cui donne e bambini.
L’Iran si è offerto come mediatore per favorire il dialogo tra Afghanistan e Pakistan e ridurre la tensione tra i due Paesi, annunciando la disponibilità a organizzare negoziati e rafforzare la cooperazione regionale.
