Giubileo dei Detenuti: Papa Leone XIV chiede amnistia e condono, assenti i vertici del Ministero della Giustizia

Durante la celebrazione del Giubileo dei Detenuti a Rebibbia, Papa Leone XIV ha lanciato un appello ai governanti italiani affinché vengano adottate “forme di amnistia o di condono della pena” per garantire dignità e percorsi di rieducazione alle persone detenute. Il Pontefice ha sottolineato come la speranza e la dignità siano diritti fondamentali anche all’interno delle carceri, e come la cultura, la formazione e il lavoro siano strumenti essenziali per il reinserimento sociale.

L’evento, che segna il 348° giorno di detenzione di alcuni carcerati, si è svolto in un contesto segnato da sovraffollamento e criticità strutturali. Secondo quanto denunciato da Gianni Alemanno e Fabio Falbo, il tasso di occupazione degli istituti penitenziari italiani ha raggiunto il 139%, compromettendo sia la vivibilità delle celle sia la possibilità di attuare progetti di riabilitazione.

Negli ultimi giorni si sono registrati quattro decessi tra i detenuti, tra cui quello di Francesco V., morto dopo sei mesi di coma per un pestaggio avvenuto a Rebibbia. Solo nel 2025 si contano 77 suicidi all’interno delle carceri italiane, a conferma delle gravi criticità gestionali.

Le condizioni delle strutture sono altrettanto preoccupanti: a San Vittore, storico carcere di Milano, alcuni reparti sono stati chiusi a causa di incendi probabilmente causati da cortocircuiti. Problemi persistono anche nell’assistenza sanitaria, con visite annullate e cure mediche insufficienti per molti detenuti.

Nonostante l’importanza della cerimonia, i vertici politici del Ministero della Giustizia, incluso il Ministro Carlo Nordio e i sottosegretari, non erano presenti. All’evento hanno partecipato solo il Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Stefano Carmine De Michele, e il capo del Provveditorato regionale, Giacinto Siciliano.

Alemanno e Falbo hanno sottolineato la gravità della situazione, definendola una “catastrofe umanitaria” e rivolgendosi direttamente al Presidente del Consiglio e alla leader di governo affinché rispondano all’appello di Papa Leone e di Papa Francesco, nel segno della speranza e della solidarietà verso i detenuti.