Natale tra arte, memoria e spiritualità: il racconto de L’Approfondimento su Fast News Platform

Il Natale come tempo di incontro, di riflessione e di identità condivisa. È questo il filo conduttore della puntata speciale de “L’Approfondimento”, in onda nel weekend tra il 12 e il 14 dicembre 2025 su Fast News Platform, condotta da Attilio Carbone e Pino Cinquegrana con la partecipazione di Antonio Nesci.

Una conversazione che ha attraversato arte, tradizioni popolari, longevità, alimentazione, simboli religiosi e radici culturali, costruendo un racconto corale del Natale tra Italia e comunità italiane all’estero.

Arte e Natale: Vibo Valentia apre le festività

Ad aprire il dialogo è stata l’arte. Pino Cinquegrana ha raccontato l’inaugurazione, a Vibo Valentia, della mostra che segna l’avvio ufficiale delle festività natalizie:

«È la prima grande attività culturale del Natale a Vibo Valentia. Un appuntamento che mette in dialogo arte contemporanea e identità mediterranea, coinvolgendo artisti provenienti da tutta Italia».

La mostra, ospitata sul corso principale della città, presenta opere di Salvatore Pecoraro e Vito Spada, in un connubio originale tra pittura e gioiello d’artista. Un evento che, come sottolineato in trasmissione, ha richiamato istituzioni, operatori culturali e un pubblico numeroso:

«La sala convegni era strapiena. È il segno che la cultura, quando è autentica, crea comunità».

L’esposizione, dal titolo “Uno scatto per volare verso l’immenso”, resterà visitabile gratuitamente fino al 22 dicembre.

Famiglia, longevità e stile di vita

La puntata ha poi assunto un tono più intimo, soffermandosi sul 99° compleanno di Madre Grazia, sorella di Attilio Carbone. Un’occasione per riflettere sul tema della longevità, profondamente radicato nella cultura del Sud Italia.

«Siamo una famiglia numerosa. I miei fratelli hanno vissuto a lungo, lavorando fino alla fine. È stata una vita semplice, ma piena», ha raccontato Carbone.

Cinquegrana ha collegato questa esperienza personale a un modello culturale più ampio:

«La longevità non nasce per caso. Nasce da un’alimentazione sobria, dal lavoro fisico, dall’assenza di eccessi. Quella che oggi chiamiamo dieta mediterranea era, per i nostri nonni, una necessità quotidiana».

Un tema che si lega anche al recente riconoscimento UNESCO della cucina italiana come patrimonio immateriale:

«Non è solo cibo: è un sistema di vita, di salute, di relazione con la terra».

I simboli del Natale: dalla grotta alla Pasqua

Ampio spazio è stato dedicato alla dimensione simbolica e teologica del Natale. Partendo dall’immagine del Cristo come Sol Invictus, Cinquegrana ha spiegato:

«Il Natale contiene già il mistero della Pasqua. La grotta è simbolo del sepolcro, il bue richiama il sacrificio, l’asinello l’umiltà. Nulla è casuale».

Un’interpretazione che restituisce profondità storica e spirituale alla tradizione natalizia:

«La nascita non è solo gioia: è già annuncio di riscatto, di redenzione, di cambiamento».

I pastori e la musica della tradizione

Il racconto si è poi spostato sui pastori, primi testimoni della Natività. Attilio Carbone, intervenendo anche in lingua inglese per il pubblico internazionale, ha sottolineato:

«They were humble people. When they received the sign, they went immediately to worship the newborn Jesus».

Cinquegrana ha collegato questa presenza alla tradizione della zampogna:

«Quando senti le zampogne, sai che è Natale. Senza quel suono, è come se mancasse qualcosa».

Una tradizione ancora viva non solo in Calabria, ma anche tra le comunità italiane di New York e Long Island, dove la novena viene suonata all’alba, come nei piccoli paesi del Sud.

Natale e Pasqua: un unico cammino

In chiusura, il dialogo ha messo in relazione Natale e Pasqua, spesso percepite come feste separate:

«Il Natale è più familiare, la Pasqua più liturgica», ha osservato Carbone.

Ma la riflessione conclusiva di Cinquegrana ha ricondotto tutto a un’unica visione:

«Natale e Pasqua sono due momenti dello stesso mistero. La nascita è già orientata alla croce e alla resurrezione».

Una comunità che si riconosce

La puntata si è conclusa con i saluti agli ascoltatori collegati via radio, streaming e social, confermando la dimensione multicanale e partecipativa del format.

«Quando si crea dialogo, si crea comunità», ha sottolineato Antonio Nesci.

Un Natale raccontato non come nostalgia, ma come memoria viva, capace di unire generazioni, linguaggi e territori.

Natale a Vibo Valentia tra arte, poesia e tradizione: la città si accende con la decima edizione di “Uno scatto per volare verso l’alto”

VIBO VALENTIA – C’è aria di festa, di luce e di identità condivisa a Vibo Valentia, dove il Natale 2025 si apre all’insegna dell’arte, della poesia e della memoria collettiva. Dal cuore della città, lungo Corso Vittorio Emanuele III, fulcro della movida vibonese addobbata a festa tra bancherelle e vetrine illuminate, è andato in scena un collegamento in diretta che ha raccontato al pubblico in Italia e all’estero un evento capace di unire bellezza e radici.

Protagonista la decima edizione di “Uno scatto per volare verso l’alto”, rassegna artistica ideata e curata da Nicola Scordamaglia, che anche quest’anno ha trasformato Vibo Valentia in un crocevia culturale del Mediterraneo. Un appuntamento che segna l’inizio delle festività natalizie con un messaggio chiaro: il Natale è anche racconto, condivisione, identità.

All’interno della sala espositiva trovano spazio le opere di due artisti di rilievo: Salvatore Pecoraro e Vito Spada. Pecoraro, siciliano di Palermo ma ormai profondamente legato alla Calabria, propone una pittura intensa, dominata dai colori del mare e del sole mediterraneo. Le sue opere intrecciano mito, memoria e sentimento, creando un ponte ideale tra Sicilia e Calabria, tra lo Stretto di Messina e l’anima profonda del Sud. «Cerco di esportare ciò che vivo come stato emotivo – ha spiegato l’artista – sperando di raggiungere il sentimento degli altri attraverso il mio linguaggio figurativo».

Accanto alla pittura, una delle novità più apprezzate di questa edizione è il connubio tra arte e gioiello: vere e proprie opere d’arte indossabili, realizzate dallo stesso Pecoraro, che racchiudono colori, simboli e suggestioni del Mediterraneo. Un dialogo originale tra materia, forma e narrazione.

Diverso ma complementare il percorso di Vito Spada, che nelle sue opere fonde Oriente e Occidente, sperimentando tecniche innovative e meccaniche: quadri dinamici, con elementi mobili che richiamano l’allineamento dei pianeti, capaci di coinvolgere attivamente chi li osserva.

A dare voce all’anima più profonda del territorio è stato l’ospite d’eccezione della serata: Pippo Prestia, poeta vernacolare e autentico custode della memoria calabrese-vibonese. Attraverso il dialetto – definito «la nostra vera carta d’identità» – Prestia ha ricordato il legame indissolubile con le comunità calabresi nel mondo, salutando idealmente chi segue da Stati Uniti, Canada ed Europa. Un messaggio che si inserisce in un orizzonte internazionale, rafforzato anche dal ruolo di Prestia come presidente del Comitato Dante Alighieri di Vibo Valentia.

Non sono mancati momenti di convivialità e umanità, tra brindisi, panettone condiviso e incontri carichi di emozione, a testimonianza di come l’arte, quando è autentica, diventi occasione di relazione e racconto collettivo.

La mostra è a ingresso libero, visitabile tutti i giorni dalle 17 alle 22, e rappresenta un invito aperto a cittadini e visitatori a vivere il Natale attraverso la bellezza e la cultura.

Da Vibo Valentia parte così un messaggio che va oltre i confini geografici: il Natale è memoria che si rinnova, è arte che unisce, è tradizione che continua a parlare al mondo.