Don Francesco Cristofaro incontra Papa Leone XIV. Paolo Marraffa: “Vorrei consegnargli il libro dedicato a nonna Maria, ispiratrice del Movimento Apostolico”

Un incontro carico di significato quello tra don Francesco Cristofaro, sacerdote della diocesi di Catanzaro, e Papa Leone XIV. Nei giorni scorsi il sacerdote ha avuto la possibilità di salutare personalmente il Santo Padre, consegnandogli il volume recentemente pubblicato con San Paolo Edizioni. Un momento definito da lui stesso “di profonda grazia”, vissuto con emozione e riconoscenza.

La notizia del colloquio ha suscitato una risonanza particolare anche in Paolo Marraffa, nipote di nonna Maria – figura riconosciuta da molti come ispiratrice del Movimento Apostolico – che ha voluto condividere il proprio sentimento e un desiderio rimasto nel cuore.

«Anch’io vorrei tanto incontrare Papa Leone XIV – afferma Marraffa – per consegnargli il libro che ho scritto su nonna Maria, donna di fede luminosa, capace di guidare intere generazioni con la sua testimonianza cristiana». Marraffa ricorda il forte legame che la nonna nutriva verso i Pontefici e gli incontri avuti nel corso degli anni con San Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Papa Francesco. «Per lei – sottolinea – ogni incontro con il Successore di Pietro era un segno di comunione e conferma nella fede».

Negli ultimi mesi molte persone che hanno conosciuto nonna Maria hanno avuto occasione di incontrare Papa Leone XIV. Un fatto che, secondo Marraffa, conferma come la sua memoria continui a parlare attraverso chi l’ha amata. «Ma nessuno, oggi, sta portando al Santo Padre ciò che io custodisco: il desiderio filiale di raccontargli la verità di questa donna, la sua missione, la sua maternità spirituale».

La richiesta: “Si faccia piena chiarezza sulla storia di mia nonna”

Accanto al desiderio personale, Marraffa esprime anche una preoccupazione più ampia, che definisce un “dovere di giustizia”. Negli ultimi anni, infatti, attorno alla figura di nonna Maria si sono stratificate narrazioni che, a suo giudizio, non corrispondono ai fatti.

«Continuano a circolare accuse prive di fondamento – denuncia – spesso rilanciate senza verifica, come verità acquisite. È una ferita che riguarda non solo la sua memoria ma anche la credibilità delle istituzioni che dovrebbero garantire equilibrio e rispetto della realtà».

Per questo lancia un appello diretto alla Chiesa: procedere finalmente a una valutazione “completa, documentata e imparziale” della vicenda, basata su materiali storici, testimonianze e documenti finora mai esaminati in modo sistematico.

«Non cerco privilegi né rivalse – afferma – ma un atto di verità. La verità non divide, ma chiarisce. Non destabilizza, ma restituisce dignità. Non crea conflitti, li risolve».

Marraffa conclude auspicando che la Chiesa possa raccogliere questo appello, «perché solo la verità può annullare la menzogna e restituire pace a chi è stato ferito da ricostruzioni che non corrispondono ai fatti».