Pizzo, lo storico Antonio Montesanti: “Il Buco dei Libri, 3.868 volumi condivisi dal 2021. Un modello di cultura civica”
Cresce e si consolida “Il buco dei libri / bucu du book”, la piccola ma ormai celebre biblioteca di strada nata nel 2021 nel centro storico di Pizzo Calabro. A raccontarne l’evoluzione è il suo ideatore, lo storico Antonio Montesanti, che in una nota sui social ripercorre la storia e il valore dell’iniziativa.
Montesanti spiega come l’idea sia nata dal recupero creativo di una vecchia cassetta del contatore del gas, un vero e proprio “buco” nella muratura di via Marcello Salomone 23, trasformata in un punto fisso di scambio gratuito di libri. «Il nome bucu du book – ricorda – nacque da un gioco di parole ironico, ma col tempo è diventato il marchio identitario del progetto».
Il funzionamento è semplice: chiunque può lasciare un libro e prenderne un altro, senza costi né registrazioni. Un modello di book-crossing spontaneo che negli anni ha catturato l’attenzione di residenti e turisti, contribuendo alla diffusione di migliaia di volumi. «Con i 13 libri inseriti ieri – annuncia Montesanti – raggiungiamo la bella cifra di 3.868 libri distribuiti gratuitamente dal 2021 ad oggi. Un risultato eccezionale».
Il progetto è stato più volte citato da testate locali e molto seguito sui social, dove vengono segnalati quotidianamente i titoli in entrata. Una caratteristica distintiva dell’iniziativa è la varietà dei libri scambiati: non solo narrativa contemporanea, ma soprattutto testi rari o difficili da reperire, come opere di autori calabresi, cataloghi di mostre, pubblicazioni di teatro e tradizioni locali. Quest’anno particolare interesse ha suscitato la collaborazione con un’associazione vibonese dedicata alla diffusione di testi sull’autismo, sia scientifici sia didattici.
Montesanti sottolinea anche la valenza simbolica dell’iniziativa: «Pizzo non ha ancora una biblioteca comunale attiva: Il buco dei libri rappresenta quindi un presidio culturale di prossimità, libero, accessibile e permanente». Un esempio virtuoso, aggiunge, di come la cultura possa fiorire dal basso, senza grandi risorse ma grazie all’impegno civico.
Il progetto si inserisce in una tendenza internazionale legata al book-sharing, basata su condivisione, sostenibilità, riciclo culturale e promozione della lettura. «Un libro – conclude Montesanti – può vivere molte vite. Basta metterlo a disposizione della comunità».
Un’iniziativa semplice, concreta, che in tre anni ha già lasciato un segno tangibile nel tessuto sociale di Pizzo e che continua ad attirare nuova attenzione e partecipazione.
