Un libro che diventa strumento: l’Europa, il lavoro e il Mezzogiorno letti attraverso l’esperienza di Massimo La Gamba
di Giacomo Curigliano *
Ho avuto la fortuna di averlo in anteprima e sono orgoglioso di recensire un libro potente sull’Europa e sul lavoro.
Ma questa volta è diverso: è il libro di un mio fraterno amico, Massimo La Gamba, con cui mi conosco dal 1999. Oggi siamo soci, condividiamo percorsi esperienziali e lavorativi, e io Massimo l’ho visto nascere come giovane brillante amministratore del suo comune “Briatico” e crescere come punto di riferimento sul fronte sociale, politico e formativo.
Questo libro è, in pratica, la sintesi matura di tutto quel percorso.
Sfogliandolo si capisce subito che non è il classico volumetto “istituzionale” sull’UE da scaffale polveroso. La struttura è pensata per essere operativa:
• una parte storico-politica sull’integrazione europea, i Trattati, la nascita delle politiche di coesione e lo sviluppo del Mercato Unico;
• capitoli dedicati a Mezzogiorno, giovani, lavoro ed emigrazione, dove il tema non è solo descritto ma messo a sistema con i fondi strutturali, il PNRR, le strategie UE su occupazione e inclusione;
• una sezione conclusiva con cronologia essenziale dell’Unione, riferimenti normativi tematici (diritti, lavoro, consumatori, ambiente, cultura, dati personali, ecc.) e una appendice “Europa, Giovani e Lavoro: numeri, tendenze e strumenti” con dati, tabelle, indicatori e programmi di intervento.
Tradotto: è un testo che ti fa capire perché l’Europa è stata costruita così, con quali strumenti oggi prova a ridurre i divari territoriali, e dove si collocano concretamente giovani, imprese e territori – soprattutto nel Sud.
Per uno come me che vive ogni giorno dentro il mondo dell’impresa, del credito e delle politiche per il lavoro, è oro colato.
Le illustri prefazioni, dell’On. Pina Picierno, Vice Presidente del Parlamento Europeo, di Bruno Bignami Direttore Ufficio Nazionale CEI, Domenico Passarelli, docente di urbanistica all’Università Mediterranea di Reggio Calabria, che aprono il volume non sono decorative:
• portano la voce del mondo accademico, che inquadra il libro nel dibattito sulle disuguaglianze territoriali, sull’integrazione europea e sul Mezzogiorno;
• danno spazio a figure del mondo istituzionale e sociale (amministratori, operatori del terzo settore, realtà impegnate sul fronte giovani), che certificano quanto questo testo nasca da pratiche reali e non da teoria astratta;
• mettono subito a fuoco il punto: senza politiche di coesione intelligenti e senza protagonismo giovanile, il progetto europeo nel Sud rischia di svuotarsi.
Queste prefazioni, lette da chi sa cosa significa scrivere piani, bandi, progetti e rendicontazioni, fanno capire che il libro è inserito in una rete viva di competenze e responsabilità. Non è il “libro di uno”, è un pezzo di un ecosistema.
Dal punto di vista tecnico, il volume è una mappa operativa delle politiche europee.
• Ricostruisce con chiarezza la storia delle politiche di coesione, dai primi Fondi fino ai cicli di programmazione recenti, spiegando come si sono evoluti gli obiettivi (riduzione dei divari, sviluppo sostenibile, innovazione, inclusione sociale).
• Collega PNRR, strategie occupazionali europee e trasformazioni del mercato del lavoro: precarietà, NEET, mismatch tra formazione e bisogni delle imprese, polarizzazione territoriale.
• Spiega il ruolo di strumenti come fondi strutturali, programmi per l’innovazione, iniziative per l’autoimprenditorialità, misure contro la disoccupazione giovanile, percorsi di mobilità e formazione all’estero.
Per chi, come me, affianca PMI, professionisti e famiglie nell’accesso al credito e ai bandi, questo libro è una specie di decoder: ti permette di tradurre l’astratto linguaggio di Bruxelles in opportunità concrete per territori e persone.
A chi è rivolto, davvero?
• Studenti delle superiori e universitari: trovano una guida solida per capire che l’Europa non è solo “Bruxelles e Erasmus”, ma un sistema di regole, fondi, diritti e doveri che condiziona la loro vita quotidiana, dal lavoro alla privacy.
• Amministratori locali e funzionari, soprattutto nel Mezzogiorno: hanno un quadro chiaro di come leggere bandi e strategie, ma soprattutto di come collocare il proprio territorio dentro le dinamiche europee senza piangersi addosso.
• Sindacalisti, mediatori del lavoro, operatori del terzo settore: trovano linguaggio e dati per fare formazione ai giovani, costruire percorsi di empowerment, contrastare narrazioni tossiche tipo “tanto al Sud non cambia mai nulla”.
• Imprenditori e consulenti: possono usarlo come bussola per orientarsi tra misure per l’occupazione, formazione, innovazione, nuove imprese, con un occhio particolare alle sfide di chi lavora e investe nel Sud.
È uno di quei testi che puoi usare sia in aula sia in una riunione operativa su un progetto.
I capitoli sul Mezzogiorno, il lavoro e l’emigrazione giovanile sono il punto emotivo e politico più forte.
Massimo non si limita a descrivere i numeri:
• parla di disoccupazione strutturale, di fuga di cervelli, di frustrazione verso le istituzioni, ma rifiuta il fatalismo;
• mostra come le politiche europee ben usate possano diventare una leva per trasformare l’emigrazione da fuga passiva a scelta consapevole, temporanea, legata a ritorni di competenze e a percorsi di sviluppo locale;
• mette in fila criticità durissime (mancanza di infrastrutture, gap educativo, bassa qualità dei servizi, debolezza del tessuto produttivo), ma lo fa con uno sguardo sempre orientato a “cosa possiamo costruire da qui in avanti”.
Da lettore che conosce da vicino il tessuto imprenditoriale meridionale, confermo: qui non c’è retorica, c’è la fotografia di quello che vediamo ogni giorno quando un ragazzo brillante viene da noi e ci dice: “Io qui non vedo futuro, ma non voglio mollare la mia terra”.
La parte finale, con cronologia dell’UE, riferimenti normativi divisi per materia e tabelle su giovani e lavoro, è il pezzo che rende il libro strumento di lavoro e non solo saggio:
• le cronologie aiutano a capire in che contesto storico nascono decisioni e trattati;
• le schede normative tematiche (diritti umani, lavoratori, consumatori, ambiente, cultura, dati personali, salute, cooperazione internazionale, ecc.) sono una mini-cassetta degli attrezzi per chi deve progettare, formare, informare;
• l’appendice su numeri e tendenze offre indicatori e dati che possono essere riutilizzati in presentazioni, progetti, percorsi formativi con giovani, scuole, amministrazioni.
Per un consulente, è come avere in mano un vademecum ragionato: non solo il riferimento alla norma, ma il contesto e il perché.
Qui permettimi una nota personale.
Io Massimo l’ho visto:
• studiare e specializzarsi nelle politiche del lavoro, dello sviluppo locale e dell’innovazione sociale;
• lavorare su programmazione, gestione e rendicontazione di fondi europei, progettazione territoriale, inclusione sociale;
• impegnarsi in prima linea sul fronte giovanile, sindacale, amministrativo, con uno stile che unisce rigore tecnico e forte tensione etica.
Questo libro porta la sua impronta:
• il linguaggio è chiaro ma mai banale, capace di parlare sia a un docente universitario sia a uno studente delle superiori;
• ogni capitolo tiene insieme analisi, dati e proposte, senza scivolare né nel pamphlet politico né nel manuale freddo;
• la prospettiva è sempre concreta e responsabilizzante: niente alibi, niente “ce lo chiede l’Europa” usato come scusa, ma un continuo richiamo a ciò che possiamo e dobbiamo fare noi, come cittadini, amministratori, imprenditori, giovani.
È il libro di uno che l’Europa non la guarda solo in TV: la usa, la studia, la contesta quando serve, la porta sui territori.
Da consulente aziendale e mediatore creditizio che vive quotidianamente:
• le difficoltà delle imprese nel districarsi tra regole, bandi e finanza agevolata,
• la fatica delle famiglie nel tenere insieme lavoro, formazione, mobilità,
• le distorsioni di un mercato del lavoro che spesso premia più la rendita che il merito,
posso dire che questo libro è uno strumento che consiglierei ai miei clienti, ai colleghi e ai partner istituzionali.
La mia lettura non è neutra: riconosco in queste pagine lo stesso terreno su cui mi muovo io quando parlo di accesso al credito, microimpresa, opportunità europee, politiche attive e sviluppo locale. Ed è proprio per questo che posso permettermi di dirlo in modo diretto:
👉 questo volume è una delle cose più serie e utili che si possano mettere in mano a chi oggi vuole capire – davvero – il rapporto tra Europa, giovani, lavoro e Mezzogiorno.
• È un libro rigoroso sul piano tecnico.
• È chiaro e formativo sul piano didattico.
• È coinvolgente e responsabile sul piano umano e politico.
• Esalta, con i fatti, il ruolo di Massimo Rocco La Gamba come intellettuale impegnato, formatore e amministratore radicato nel territorio.
• E, permettimi, dal tipo di recensione che stai leggendo si deve sentire che a scriverla è una persona che con il lavoro, l’impresa e l’Europa ci lavora sul serio.
Se devo chiuderla in una frase:
non è solo un libro da leggere, è un testo da usare.
È in prevendita su Amazon
https://www.amazon.it/Europa-giovani…/dp/B0FYJYBPP5/
* Riceviamo e pubblichiamo
