Con la testa fra le nuvole
“ Ho superato la mia età.
Posso dire dunque che oggi, vivo una
seconda vita. Non ho mai svenduto
la mia libertà e vivo in una casa dalle finestre
aperte. Le catene sono ali e ogni prigione
un mondo. Ho avuto tutto il tempo di scavare
dentro di me per ritrovare ancora un po’ di azzurro.
Così ho cominciato ad annotare qualche pagina
che dono a me stesso e a quei pochi amici.
Dunque lo ammetto: sono un cattivo esempio
da non imitare, ma confesso che senza questo mio
modo di essere, sarei forse un niente, ancora
vagando alla ricerca di me stesso. E mi sono reso
conto nel tempo che questo mio essere con la testa
fra le nuvole mi ha permesso di andare oltre, oltre
l’aberrante quotidianità e vedere finalmente in viso
l’amore “ Vincenzo Calafiore
Fallo anche tu !
Ho superato la mia età.
Posso dire dunque che oggi, vivo una seconda vita. Non ho mai svenduto la mia libertà e vivo in una casa dalle finestre aperte. Le catene sono ali e ogni prigione un mondo. Ho avuto tutto il tempo di scavare dentro di me per ritrovare ancora un po’ di azzurro. Così ho cominciato ad annotare qualche pagina che dono a me stesso e a quei pochi amici. Dunque lo ammetto: sono un cattivo esempio da non imitare, ma confesso che senza questo mio modo di essere, sarei forse un niente, ancora vagando alla ricerca di me stesso. E mi sono reso conto nel tempo che questo mio essere con la testa fra le nuvole mi ha permesso di andare oltre, oltre l’aberrante quotidianità e vedere finalmente in viso l’amore. Devo anche ammettere che da questa mia porzione di cielo posso vedere sempre l’infinito, è una meraviglia in margine alla vita e ai piedi di piombo, e che con fatica ogni ora del giorno difenderlo dalle barbarie, ho potuto vedere uomini e cose, passioni e destini in una luce diversa.
Occorre spogliarsi delle vanità, svestirsi delle febbri, fermarsi in piena corsa verso le mete effimere, ma cerca la felicità nel quotidiano, godendo delle piccole cose, delle piccole conquiste.
Non fidarti di ciò che gli occhi ti offrono, sono solo illusioni, ma fidati di ciò che occhi dell’anima, ti fanno vedere.
Quel confine nel cuore.
Chi era quell’immagine che rifletteva nello specchio?
Era la mia sagoma, erano i miei occhi, erano i miei capelli argentei e le mie gote … ero io, insomma io Rafael burattino non allineato a trovarmi chiuso dentro un carro assieme a Piotr nascosti tra altre marionette scartate da Mangiafuoco.
Stavo lì, in precario equilibrio tra la fuga e il desiderio di vivere, tra altre marionette, sin da quando la lunga carovana, simile a un serpente, era uscita fuori dalla città e si era inoltrata attraverso i campi e le campagne verso il confine.
La mia presenza su quel carro, non era dovuta a torbida mania, ma solo al fatto che avevo, come pure il mio compagno di sventura Piotr , le guardie sguinzagliate da Mangiafuoco, sulle mie tracce.
Stavamo entrambi fuggendo dallo stesso nemico, perché scomodi, perché pensanti.
Comunque ragionando e ragionando, avevo compreso quanto fosse importante per Mangiafuoco acciuffarmi e sbattermi in una delle sue prigioni. Ma per mia fortuna in un bosco dove mie ero nascosto ho incontrato Piotr, anche lui in fuga, viveva facendo spettacoli per le strade, spettacoli in cui ridicolizzava sempre Mangiafuoco. Assieme raggiungere la sua terra e lì nasconderci e vivere un’altra vita.
Non so perché mai le marionette cantassero su quel carro, forse avevano creduto di trovarsi dietro le quinte dopo uno spettacolo, ignare della fine che le aspettava alla fine del viaggio.
Noi, io e Piotr, saremmo scappati alla prima occasione, muovendoci di notte, guardinghi e cauti.
E perché mai io, che da sempre mi ero tenuto lontano da Mangiafuoco, conducendo una vita da strada riservata e quieta, a un tratto, mi sono trovato inseguito dagli sguardi delle guardie che erano state messe sulle mie tracce?
E ora che la mia strada di campagna s’era dissolta in un desolato groviglio di altri destini, quale sarebbe stato il mio?
In silenzio con gli occhi fissi nei miei stessi occhi pensai tutte queste cose, finché giunse la speranza di una vita migliore in un altro altrove lontano da tutto l’inutile ormai lasciato ai margini di una vita abbandonata per strada.
I Destini.
I destini sono : sinfonie, la grande armonia del mondo!
L’adagio dell’infanzia, l’allegro fuoco della giovinezza, il crescendo dell’età matura, il rallentato dell’ultima età!
E’ qui che sono, in questo rallentato, a riascoltare le vecchie sinfonie… ve ne sono in tutti i destini.
Ora che mi sono salvato da Mangiafuoco posso con serenità ascoltare le marce trionfali di una giovinezza interiore inaspettata e serenate, romanze e preludi di una fine felice.
Penso ora alla fine di tutto, alla vittoria mia su Mangiafuoco che non è riuscito ad avere la mia anima, e spero che tutte le anime possono trovare un accordo con la sinfonia del mondo e mi auguro che in ogni vita vi sia sempre un tempo che torni per essere intensamente vissuto!
Fallo anche tu! Cerca la tua sinfonia, ascoltala! E’ la sinfonia della vita tua e non quella che Mangiafuoco vuole o vorrebbe farti vivere, pensaci!
