Benessere del Personale Guardia Costiera: Richiesta di inserimento della sede di Vibo Valentia tra le “sedi disagiate”
Riceviamo e pubblichiamo da Segreteria Generale Nazionale USIM – Come è noto, lo strumento che regola i trasferimenti del personale dei ruoli Sottufficiali, Graduati e Volontari di Truppa del Corpo delle Capitanerie di Porto è la circolare Pers.001 Ed. 2015 e s.m.i.
Nell’ambito di tali disposizioni trova applicazione il concetto di “sedi disagiate”, ovvero sedi caratterizzate da particolari condizioni di disagio geografico, ambientale o sociale.
Le sedi disagiate sono classificate in tre fasce:
– Prima fascia: sedi individuate da specifici provvedimenti di legge o regolamento, con riconosciute agevolazioni.
– Seconda fascia: sedi non formalmente individuate da legge ma caratterizzate da un coefficiente di disagio riconosciuto ai fini dell’impiego.
– Terza fascia: sedi poco ambite, con oggettive difficoltà di ripianamento del personale.
Alla luce di questi criteri, appare evidente come la sede di servizio di Vibo Valentia, ad oggi non inserita negli elenchi ufficiali, debba essere riconosciuta almeno come sede disagiata di seconda fascia.
La richiesta si fonda su elementi oggettivi e documentati:
– Sanità al collasso
La provincia di Vibo Valentia risulta ultima in tutti gli indicatori sanitari, come certificato dal Piano dei servizi sanitari approvato dall’ASP e dal recente Rapporto Gimbe 2024.
Si registrano carenze strutturali gravi, assenza di una rete territoriale adeguata, liste d’attesa interminabili e necessità frequente di migrazione sanitaria verso altre province o regioni.
– Elevata densità criminale
Le relazioni istituzionali, tra cui quella della Presidente della Corte d’Appello di Catanzaro in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2025, evidenziano come Vibo Valentia presenti una delle più alte concentrazioni di criminalità organizzata di tipo ‘ndranghetista in rapporto al numero degli abitanti.
Un fenomeno pervasivo e radicato, che ha visto episodi diretti anche a danno di personale della Capitaneria di Porto locale, vittima di aggressioni durante attività di controllo in mare.
Tali fattori, che incidono direttamente sulla qualità della vita e sulla sicurezza del personale in servizio, non possono più essere ignorati.
Per questo motivo, in un’ottica di leale collaborazione e di tutela sia delle esigenze dell’Amministrazione sia del benessere dei singoli militari, chiediamo formalmente al Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto di valutare l’inserimento della sede di Vibo Valentia tra le sedi disagiate di seconda fascia.
Un riconoscimento doveroso, volto ad allineare la realtà del territorio con criteri già applicati in contesti meno complessi, evitando disparità e discrezionalità che penalizzano ingiustamente chi oggi presta servizio in questa difficile realtà.

