Giuseppe Sarlo eletto presidente dell’associazione “Ali di Vibonesità” per il triennio 2025-2027
Cambio al vertice dell’associazione culturale “Ali di Vibonesità”: l’assemblea ordinaria dei soci, riunitasi presso il 501 Hotel di Vibo Valentia, ha eletto il giornalista Giuseppe Sarlo come nuovo presidente per il triennio 2025-2027. Sarlo prende il posto di Tony Bilotta, alla guida del sodalizio sin dalla sua fondazione, e continuerà a ricoprire anche il ruolo di portavoce.
Accanto a Sarlo, il nuovo Consiglio Direttivo sarà composto da Franco Mellea (vicepresidente), Vincenzo Russo (segretario), Giusi Borello, Melino Morano, Anna Murmura, Michele Petullà, Nino Potenza, Pietro Proto e Pasquale Valente (consiglieri). Il Comitato dei Garanti sarà guidato da Lucia Sabatino, affiancata da Rina Mandara (vicepresidente) e Nino Nicocia (segretario), mentre l’Organo di Controllo sarà presieduto da Annamaria Macrì, con Francesco Vangeli come vice e Annamaria Sarlo come segretaria.
Durante l’incontro, Sarlo ha voluto ricordare il percorso avviato da “Ali di Vibonesità” sotto la guida di Bilotta, che ha posto l’accento su tematiche centrali per il territorio come il ruolo dei giovani, la situazione della sanità locale, la riscoperta della storia vibonese e il confronto sui disagi sociali che affliggono la comunità. “Pensiamo che Vibo meriti una più avanzata cultura del confronto con protagonisti i cittadini e soprattutto i giovani”, ha dichiarato il neo presidente, rilanciando la missione dell’associazione.
L’assemblea ha visto anche gli interventi di Tony Bilotta, Franco Mellea, Bruno Ceravolo, Pasquale Valente e Nicola Barbuto, che hanno ribadito l’impegno dell’associazione nella difesa dei diritti dei cittadini e nel coinvolgimento attivo dell’opinione pubblica.
Per Sarlo, il consenso ricevuto dall’associazione è un segnale chiaro: “I cittadini stanno tentando di dare una forte spallata all’indifferenza e all’incapacità di chi dovrebbe governare. Da qui nasce l’esigenza di rafforzare il ruolo dell’associazionismo come motore di speranza e partecipazione, puntando a una nuova cultura del dialogo tra cittadini, istituzioni e territorio”.
