Il Vicepresidente della Regione Umbria Tommaso Bori: “Il 25 aprile non è solo memoria, ma un impegno vivo”
Il 25 aprile, data che segna la Liberazione d’Italia dal nazifascismo, non è solo una ricorrenza, ma una “responsabilità”, come ha sottolineato il Vicepresidente della Regione Umbria, Tommaso Bori, durante la celebrazione di quest’anno. “Il rischio di non ricordare più gli ideali della Resistenza è un buio che può oscurare il nostro presente e il nostro futuro”, ha dichiarato Bori, riflettendo sul significato profondo di questa giornata.
Partecipando alla cerimonia, il Vicepresidente ha espresso l’onore e la responsabilità che provava nel celebrare la memoria storica come rappresentante delle istituzioni. “Farlo da rappresentante delle istituzioni è una grandissima emozione”, ha aggiunto. Nonostante siano trascorsi 80 anni dalla Liberazione, Bori ha ribadito che “i valori conquistati allora non vanno mai dati per scontati”, ricordando il coraggio delle partigiane e dei partigiani che lottarono per la libertà, scegliendo la resistenza alla dittatura.
In un contesto attuale, in cui il rispetto delle differenze rischia di essere messo in secondo piano da toni aggressivi e linguaggi di forza, Bori ha affermato che celebrare il 25 aprile significa “difendere la democrazia, ogni giorno, con determinazione e responsabilità”.
L’Umbria, terra che ha conosciuto e vissuto la Resistenza, “custodisce quella memoria come un’eredità preziosa, soprattutto per le nuove generazioni”, ha dichiarato Bori, concludendo con una riflessione significativa: “Ricordare è un atto politico. Resistere, oggi, è non voltarsi dall’altra parte”.
