Inter, crisi dietro l’angolo? Dopo Bologna e il tonfo nel derby, Inzaghi finisce sul banco degli imputati
Due sconfitte pesanti in pochi giorni, una classifica che si complica e un derby da incubo. Per l’Inter di Simone Inzaghi è arrivato il momento più delicato della stagione, forse quello in cui tutto rischia di franare. Prima il ko in campionato con il Bologna, che ha permesso al Napoli di agganciare i nerazzurri in testa alla classifica. Poi l’eliminazione dalla Coppa Italia nel modo più amaro: perdendo nettamente contro il Milan nel derby, un 3-0 che pesa come un macigno sul morale e sulla stagione.
Il tecnico nerazzurro, a fine partita, ha provato a mantenere la calma: “Dispiace per i nostri tifosi, ma questo è il calcio. Bisogna fare i complimenti al Milan, ma il mio rammarico è per il primo tempo: tante occasioni non sfruttate, mentre loro hanno segnato subito. Sul secondo gol non siamo stati neanche fortunati”.
Un’analisi lucida, che però non basta a rassicurare un ambiente in fermento. Sui social, il malcontento dei tifosi è palpabile. Inzaghi ammette: “Non siamo abituati a due sconfitte consecutive, e sì, sono preoccupato. A Bologna non meritavamo di perdere, ma con il Milan è mancata energia. Il secondo gol ha cambiato l’inerzia e poi Maignan è stato bravissimo su De Vrij”.
Il Milan, d’altra parte, si conferma vera e propria bestia nera stagionale per i nerazzurri: in ogni incrocio, ha saputo colpire e mettere in crisi l’Inter, come se conoscesse a memoria i suoi punti deboli. “Siamo mancati nei momenti decisivi – ha confessato ancora Inzaghi – e anche se c’è stanchezza, non può essere un alibi. Il nostro calendario è stato più fitto, ma questo non giustifica prestazioni così”.
Problema mentale o semplice calo fisico? La sensazione è che ci sia qualcosa di più profondo. Una squadra spenta, disconnessa nei momenti chiave, vulnerabile sia sotto l’aspetto tattico che mentale. “È anche un problema mentale – ha ammesso Inzaghi – ma siamo l’Inter. Non possiamo permetterci di crollare ora. Siamo al 24 aprile, c’è ancora un mese e dobbiamo andare avanti”.
Il Milan va in finale, l’Inter resta con l’amaro in bocca. Ma soprattutto, con molti interrogativi. Il più urgente: questa squadra è davvero in grado di reggere la pressione fino alla fine?
