Perugia, attacchi sessisti online: la consigliera Margherita Scoccia nel mirino degli haters
Ci risiamo. Succede ancora in Umbria, succede ancora a Perugia. Ma purtroppo è un malcostume diffuso e pervasivo: utilizzare il web come strumento di aggressione personale, senza freni e senza limiti, soprattutto quando il bersaglio è una donna.
Nel silenzio della sera del Giovedì Santo — un momento che dovrebbe richiamare al raccoglimento e alla bontà — Margherita Scoccia, leader del centrodestra in consiglio comunale a Perugia, ha denunciato pubblicamente su Facebook un attacco scomposto e vile ricevuto online.
“Accetto ogni critica, anche le più aspre — ha scritto Scoccia — ma tirare in ballo i miei figli è davvero inaccettabile e non lo permetto. Lasciamo fuori i bambini dal confronto politico: il rispetto deve prevalere sulle differenze di opinione”.
Parole che pesano come pietre. Parole che descrivono con precisione una deriva pericolosa: l’incapacità di distinguere la persona dal ruolo pubblico, l’indecenza di coinvolgere i figli in polemiche che nulla hanno a che vedere con il confronto politico. Sì, perché la democrazia è fatta anche di scontri e divergenze, ma dovrebbe sempre avere nel rispetto la sua base comune.
Ci si chiede: si alzeranno ora gli scudi, da destra a sinistra, per difendere la dignità di una donna, di una madre, di una rappresentante delle istituzioni? O, per l’ennesima volta, si chiuderà un occhio — magari entrambi — perché tanto “è di destra” e quindi tutto diventa lecito, anche l’insulto gratuito?
Per privacy non riportiamo il contenuto integrale del messaggio ricevuto, che appare distorto e sconnesso anche nei caratteri, ma che, si presume, la consigliera avrà conservato, valutando se procedere per vie legali.
La riflessione resta amara: la rete, da spazio di dialogo e confronto, si trasforma troppo spesso in arena di odio. E ancora una volta è una donna a pagarne il prezzo.

