Rende e le sue criticità: oltre le solite emergenze
Quando si parla delle problematiche di Rende, il dibattito si concentra quasi sempre sugli stessi temi: ospedale, Università della Calabria, svincoli stradali, zona industriale. Certamente sono questioni importanti, ma il rischio è che diventino una sorta di “cantilena” ripetuta all’infinito, senza reali soluzioni.
A sottolinearlo è Claudio Castiglione, che invita a spostare l’attenzione anche su altre emergenze, troppo spesso trascurate.
“Il centro storico di Rende è un patrimonio inestimabile che merita di essere valorizzato e tutelato. È il cuore della nostra identità, ma sembra non essere una priorità per nessuno”, afferma Castiglione.
Un altro tema centrale è il ruolo delle associazioni, che secondo lui rappresentano “il motore della vita sociale e culturale della città e vanno sostenute con maggiore convinzione”.
Castiglione richiama poi l’attenzione sulla condizione delle contrade abbandonate, aree periferiche spesso dimenticate che “necessitano di infrastrutture e servizi essenziali per garantire una qualità della vita dignitosa ai residenti”.
Ma la questione più delicata riguarda il precariato e i diritti dei lavoratori, con un riferimento particolare a Rende Servizi. “Non è accettabile che chi lavora per la collettività sia costretto a condizioni di incertezza. Serve garantire stabilità e diritti adeguati”, sottolinea.
Infine, Castiglione pone l’accento sulla necessità di una maggiore giustizia sociale, che dovrebbe essere il principio guida di ogni amministrazione: “Senza equità e politiche inclusive, il futuro della città rischia di essere segnato da divisioni sempre più profonde”.
La sua denuncia è chiara: per risolvere davvero i problemi di Rende, non basta limitarsi alle solite emergenze. Serve una visione più ampia e un impegno concreto su tutti i fronti.
