Roberto Castellucci, una vita da media
Riceviamo e pubblichiamo la nota di Pino Riccardi sulla figura di Roberto Castellucci, apprezzato professionista laziale.
Qualche tempo fa, durante il periodo estivo, ho incontrato nelle trasparenti e limpide acque di Marina di San Nicola, splendido consorzio marino all’interno del Comune di Ladispoli, un tizio all’apparenza molto discreto, che avevo notato perché spesso impegnato a leggere un libro incurante del sole e della folla di bagnanti che lo circondava sulla spiaggia. Per un caso ci eravamo scambiati una battuta e così, giorno dopo giorno avevamo scoperto non solo di essere vicini d’ombrellone ma, anche, di condividere diverse passioni. Una di queste era il giornalismo. Da lì è cominciata la nostra collaborazione – dirigo il blog marinadisanicola.it – alternando frequenti contatti telefonici ad ardite incursioni finalizzate a intervistare un personaggio che potesse rappresentare un valore artistico, storico e culturale del territorio di riferimento o a visitare suggestivi angoli del litorale laziale per un reportage.
Con il tempo ho scoperto nel collaboratore anche l’amicizia,
un aspetto raro della vita frenetica e quotidiana, soprattutto in assenza di interessi materiali comuni. E, di pari passo, ho anche cominciato a scoprirne il carattere, all’apparenza solitario ma, di fatto, socievole e coinvolgente. Ma torniamo al… lavoro! Roberto è un giornalista pubblicista, dal momento che il suo impegno in banca non gli consente di dedicarsi a tempo pieno agli articoli, ma, per quanto ho appreso accompagnandolo nelle scorribande letterarie virtuali e non, dedica molte energie all’attività non solo in modo appassionato ma, anche, rispettoso della deontologia. Come avvicinarsi, per esempio, a una persona da intervistare? Come chiedergli di sottoporsi a domande? A quale tipo di domande sottoporlo?
Roberto Castellucci indubbiamente ha la sensibilità giusta
per avere il primo contatto con la persona da intervistare e questo perché la molla che lo spinge è la curiosità. Sia chiaro, la sua non è la curiosità per il particolare ma il desiderio di conoscere più cose possibili delle persone che incontra, a prescindere dall’attività peculiare per la quale sono state avvicinate. Non è un caso che nel suo palma res di persone intervistate figurino personalità scientifiche, dello spettacolo, della politica, dell’arte, dello sport… La sua virtuosa capacità consiste nel ridurre il personaggio alla persona che c’è dietro, ed è questo il valore aggiunto delle sue interviste, cogliere cioè le emozioni dell’intervistato e trasmetterle a sua volta al lettore.
Non è un caso che tra i suoi intervistati più ricchi di curiosità
suscitata tra i lettori figurino il Maestro Ennio Morricone, il geologo Mario Tozzi, il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni, il musicista Danilo Rea… La sua “ricerca”, però, non si limita alla conoscenza di personaggi ma, anche, alla divulgazione di luoghi che “prendono” il cuore, siano essi per un monumento, per uno scorcio, per un ricordo, per un evento storico… Qualche esempio? Un emozionante tramonto sul mare in controluce tra le colonne della Villa di Pompeo a Marina di San Nicola…
“Noi siamo fatti di emozioni. Noi tutti cerchiamo emozioni, sostanzialmente. È solo questione di trovare il modo di sperimentarle” (Ayrton Senna).
Pino Riccardi
