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Israele, Netanyahu perde alleati: i partiti arabi sostengono Eisenkot, si apre la strada a un nuovo governo

La posizione di Benjamin Netanyahu si indebolisce nella delicata partita per la formazione del nuovo governo israeliano. Il partito arabo Ra’am ha annunciato il proprio sostegno a Gadi Eisenkot, leader dell’opposizione, mentre la formazione ultraortodossa Ebraismo Unito della Torah ha deciso di non indicare alcun candidato alla guida del governo durante le consultazioni con il presidente Isaac Herzog.

Una doppia novità che modifica gli equilibri politici usciti dalle elezioni parlamentari del 27 ottobre e rende ancora più incerto il futuro politico del premier uscente.

Ra’am indica Eisenkot: 56 parlamentari a sostegno

La decisione di Ra’am, il partito arabo guidato da Mansour Abbas, è arrivata giovedì 5 novembre. Gli otto parlamentari eletti dalla formazione hanno indicato Eisenkot come candidato al quale affidare l’incarico di formare il prossimo governo.

Con questa decisione, il leader dell’opposizione ha raggiunto quota 56 parlamentari favorevoli alla sua candidatura, contro i 46 che, al momento delle consultazioni, risultavano orientati a sostenere Netanyahu.

Un risultato che rafforza sensibilmente la posizione di Eisenkot, anche se non rappresenta ancora una maggioranza parlamentare. Per governare sono infatti necessari almeno 61 voti sui 120 componenti della Knesset.

Resta particolarmente importante la posizione della Lista Unita, l’altra principale formazione araba, che dispone di 11 seggi e potrebbe risultare determinante nella formazione dei nuovi equilibri parlamentari.

Gli ultraortodossi prendono le distanze da Netanyahu

L’altro elemento significativo arriva da Ebraismo Unito della Torah, formazione ultraortodossa che per anni è stata una componente importante delle maggioranze guidate da Netanyahu.

Il partito, che dispone di sette seggi, ha comunicato a Herzog la decisione di non raccomandare nessun candidato alla guida del governo.

La scelta rappresenta un segnale politico pesante per il premier uscente e riflette le tensioni maturate con gli alleati ultraortodossi, soprattutto per il mancato raggiungimento di un accordo sulle esenzioni dal servizio militare per gli studenti delle scuole religiose.

La formazione non ha però annunciato un sostegno a Eisenkot. Ha lasciato aperta la possibilità di collaborare con chi sarà disposto ad accogliere le proprie richieste.

Herzog deve decidere a chi affidare l’incarico

Il presidente israeliano Isaac Herzog è impegnato nelle consultazioni con i rappresentanti delle forze politiche per individuare il parlamentare con maggiori possibilità di formare una nuova maggioranza.

Il fatto che Netanyahu sia alla guida del partito che ha ottenuto più seggi, 27, non gli garantisce automaticamente l’incarico. La decisione presidenziale deve tenere conto delle indicazioni ricevute dai partiti e delle concrete possibilità di costruire una coalizione.

Eisenkot, ex capo di Stato maggiore dell’esercito israeliano e leader del partito Yashar, appare al momento in una posizione favorevole grazie alle indicazioni ricevute dalle forze di opposizione e da Ra’am.

Una volta ricevuto l’incarico, il candidato designato avrà 28 giorni per formare un governo, con la possibilità di ottenere un’ulteriore proroga di 14 giorni.

Il futuro politico di Netanyahu è in bilico

Le consultazioni evidenziano una crescente difficoltà per Netanyahu, che dopo le elezioni non dispone di una maggioranza parlamentare sufficientemente solida.

La partita rimane comunque aperta. Eisenkot deve ancora superare le divergenze interne al fronte di opposizione, soprattutto sulla possibilità di ricevere un sostegno parlamentare dai partiti arabi.

Il leader dell’opposizione ha infatti escluso la partecipazione di Ra’am al proprio eventuale governo, mentre la collaborazione con le forze arabe continua a dividere una parte dei suoi potenziali alleati.

La crisi politica israeliana entra così in una fase decisiva. Per Netanyahu potrebbe aprirsi la fine di una lunga stagione alla guida del Paese, mentre Eisenkot ha davanti a sé l’opportunità di costruire una maggioranza alternativa.

La decisione di Herzog sarà il prossimo passaggio fondamentale.

Redazione

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