È l’Università di Urbino “Carlo Bo”, insieme all’Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino, a organizzare la XIV edizione del Festival del Giornalismo Culturale, in programma a Urbino dall’8 all’11 ottobre 2026. La manifestazione, realizzata con la collaborazione della Galleria Nazionale delle Marche e dell’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Urbino e con il patrocinio della Regione Marche, sarà dedicata al tema “CONFINI. Le frontiere del giornalismo culturale”.
Diretto da Lella Mazzoli e Giorgio Zanchini, con la presidenza di Piero Dorfles, il Festival torna a Urbino dopo gli appuntamenti che hanno coinvolto Pesaro, Fermo e Monte Vidon Corrado e amplia ulteriormente la propria durata, proponendo quattro giornate e 21 appuntamenti.
L’obiettivo è riportare la Città Ducale e le Marche al centro del dibattito culturale nazionale e internazionale, attraverso incontri con professionisti, studiosi, esperti e protagonisti di diversi ambiti del sapere.
Il tema dei confini sarà affrontato in una prospettiva multidisciplinare, capace di attraversare filosofia, letteratura, sociologia, cinema, scienza e matematica, senza rinunciare alla musica e allo spettacolo. Una scelta che riflette la vocazione del Festival a interrogarsi non soltanto sui contenuti della cultura, ma anche sui limiti e sulle trasformazioni del giornalismo culturale contemporaneo.
La XIV edizione propone infatti una riflessione su un tema diventato centrale nell’attualità, ma anche sulla necessità di definire il perimetro entro il quale si sviluppa il discorso culturale. Confini geografici, culturali, scientifici ed etici diventano così altrettante chiavi di lettura per comprendere il presente.
A sintetizzare il tema dell’edizione è Piero Dorfles, presidente del Festival: “Abbiamo parlato quasi ossessivamente di confini, negli ultimi anni. Ma il superamento delle frontiere, di quelle geografiche come di quelle culturali, di quelle della ricerca scientifica come di quelle etiche, sembra far parte del destino dell’umanità”.
Secondo Dorfles, la XIV edizione si propone di analizzare “la continua sfida al superamento dei confini esistenti che sembra caratterizzare la modernità, e i pericoli che questa sfida presenta”.
Per Lella Mazzoli, direttrice del Festival, la vigilia della manifestazione rappresenta il risultato di mesi di lavoro dedicati alla ricerca di autori e collaborazioni. Gli ospiti di rilievo internazionale, ha sottolineato, offriranno “una fotografia di confine molto ampia”, mentre le collaborazioni consentiranno uno sguardo ancora più esteso rispetto alle precedenti edizioni.
Giorgio Zanchini, direttore del Festival, ha invece evidenziato il rapporto costruito negli anni con il territorio, osservando che le manifestazioni capaci di superare il decennio di attività generalmente sono quelle che hanno saputo creare un legame stabile con la propria comunità.
La parola “confini”, ha spiegato Zanchini, è “polisemica” e permette di mantenere il legame con l’attualità. Dall’invasione dell’Ucraina, ha osservato, i confini sono diventati un elemento tragicamente centrale del presente. Il Festival sarà quindi anche uno spazio per una riflessione culturale attraverso il contributo di esperti provenienti da settori differenti.
Ma il tema riguarda anche il giornalismo stesso e i confini degli argomenti di cui l’informazione culturale si occupa quotidianamente.
Il programma punta quindi a un pubblico sempre più trasversale ed eterogeneo, grazie a una divulgazione multidisciplinare di alto livello. Tra gli appuntamenti è previsto anche quello con Aldo Cazzullo, chiamato a chiudere il Festival domenica 11 ottobre.
Particolare rilievo assume la collaborazione con la Galleria Nazionale delle Marche, che consentirà di ospitare alcuni appuntamenti all’interno del Palazzo Ducale di Urbino. Stefano Brachetti, vice direttore della Galleria Nazionale delle Marche, ha sottolineato come portare il Festival in una cornice di tale valore non significhi “chiudere la cultura dentro i confini di un museo”, ma offrire allo spazio museale un ulteriore luogo di riflessione intellettuale.
Il sostegno della Regione Marche è stato ribadito da Silvia Luconi, sottosegretario alla presidenza della Giunta regionale, che ha definito il Festival una realtà ormai consolidata nel panorama nazionale. Per Luconi, la manifestazione rappresenta anche un’occasione per valorizzare Urbino, città legata alla storia del Rinascimento e alla diffusione del sapere, e per rafforzare il ruolo delle Marche nel dibattito culturale contemporaneo.
Gino Sabatini, presidente della Camera di Commercio delle Marche, ha evidenziato il valore dell’iniziativa anche per il territorio e per il sistema produttivo, sottolineando il rapporto tra cultura e sviluppo economico.
Il tema dei confini viene affrontato anche dal punto di vista ambientale. Mauro Tiviroli, amministratore delegato di Marche Multiservizi, ha richiamato gli effetti del cambiamento climatico e dell’inquinamento, fenomeni che non rispettano confini geografici e che rendono necessario interrogarsi sui limiti dell’agire umano.
La collaborazione con CONAI si rinnoverà anche nel 2026 con il Premio Fenice CONAI, legato ai concetti di trasformazione e rinascita. Fabio Costarella, vicepresidente di CONAI, ha ricordato il rapporto consolidato con il Festival e l’importanza di continuare a sostenere cultura ed economia circolare.
A completare il quadro istituzionale è arrivato il saluto di Giacomo Rossi, vicepresidente del Consiglio regionale, che ha espresso il proprio plauso all’organizzazione e dato appuntamento ai quattro giorni della manifestazione.
Il Festival del Giornalismo Culturale si presenta così alla sua quattordicesima edizione con una formula sempre più articolata e con Urbino nuovamente al centro di un confronto che attraversa discipline e linguaggi differenti. Quattro giorni, 21 appuntamenti e un’unica parola chiave, confini, per interrogarsi su ciò che separa, ma anche su ciò che mette in relazione culture, saperi e persone.
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