Primo Piano

L’evoluzione della logistica e dei magazzini

La logistica è passata in pochi decenni da una gestione prevalentemente manuale delle merci a sistemi nei quali software, automazione e tracciamento dei prodotti hanno un ruolo centrale. I magazzini sono cambiati profondamente, ma il loro obiettivo resta lo stesso: ricevere, conservare, preparare e spedire le merci nel modo più ordinato ed efficiente possibile.

Come nasce la logistica?

La logistica ha origini molto più antiche dei moderni centri di distribuzione pieni di scaffalature, lettori di codici a barre e sistemi automatizzati. La necessità di organizzare il trasferimento di materiali, viveri e attrezzature esiste da quando grandi gruppi di persone hanno iniziato a spostarsi e a commerciare su distanze considerevoli.

Per molti secoli il concetto è stato legato soprattutto all’ambito militare. Un esercito non aveva bisogno soltanto di soldati e armi: occorreva assicurare rifornimenti, cibo, animali, mezzi di trasporto e materiali nei luoghi e nei momenti opportuni. Una campagna poteva fallire non soltanto per una sconfitta sul campo, ma anche per l’incapacità di far arrivare ciò che serviva alle truppe.

Con la rivoluzione industriale le stesse esigenze organizzative hanno assunto una dimensione economica sempre maggiore. Le fabbriche producevano quantità di merci superiori rispetto al passato e avevano bisogno di ricevere regolarmente materie prime, stoccare prodotti e distribuirli verso mercati sempre più lontani.

Nel corso del Novecento la logistica è diventata una vera funzione aziendale. La crescita della produzione di massa, il trasporto su gomma, lo sviluppo delle reti ferroviarie e, successivamente, la diffusione dei container hanno trasformato il modo di movimentare le merci.

Il cambiamento decisivo degli ultimi decenni è arrivato con l’informatica. Prima i movimenti venivano registrati su documenti cartacei e registri compilati a mano; oggi un prodotto può essere identificato, localizzato e associato a un ordine in pochi istanti. Il magazzino non è più considerato soltanto il luogo nel quale lasciare le merci in attesa della vendita, ma un nodo fondamentale della catena distributiva.

Che cos’è la logistica del magazzino?

La logistica di magazzino comprende tutte le attività necessarie a gestire correttamente le merci dal momento in cui entrano in una struttura fino a quando ne escono per raggiungere il cliente, un punto vendita o un’altra sede produttiva.

Il lavoro comincia dalla ricezione. Quando arriva un carico occorre controllare che quantità, caratteristiche e documentazione corrispondano a quanto previsto. Successivamente la merce deve essere registrata e collocata nella posizione assegnata.

L’ubicazione non è casuale. In un magazzino ben organizzato, i prodotti vengono sistemati tenendo conto della frequenza con cui vengono movimentati, delle dimensioni, del peso, della compatibilità con altre merci e delle modalità con cui saranno prelevati. Un articolo richiesto centinaia di volte al giorno dovrebbe essere raggiungibile più facilmente rispetto a una referenza movimentata soltanto poche volte all’anno.

Quando arriva un ordine inizia la fase di prelievo, spesso chiamata picking. Gli operatori o i sistemi automatici raggiungono le posizioni indicate, recuperano gli articoli necessari e li trasferiscono nell’area di preparazione. Qui vengono effettuati controlli, imballaggio, etichettatura e predisposizione per la spedizione.

A coordinare queste operazioni vengono utilizzati sempre più spesso software specifici per la gestione del magazzino. I sistemi informatici permettono di sapere quanta merce è disponibile, dove si trova e quali ordini devono essere preparati.

Una buona logistica di magazzino cerca soprattutto di ridurre errori e movimenti inutili. Anche pochi metri percorsi in più per ogni prelievo possono trasformarsi, su migliaia di operazioni giornaliere, in molte ore di lavoro aggiuntive.

Quali sono le fasi della logistica?

La logistica non coincide con il solo trasporto. Comprende una sequenza di attività che collega fornitori, aziende, magazzini, distributori e clienti finali. A seconda del settore e del modello organizzativo, le singole fasi possono cambiare, ma il percorso generale conserva alcuni passaggi ricorrenti.

A monte c’è l’approvvigionamento. Un’impresa deve procurarsi materie prime, semilavorati, prodotti finiti o materiali necessari allo svolgimento della propria attività. Quantità e tempi devono essere programmati con attenzione: acquistare troppo significa occupare spazio e immobilizzare capitale, acquistare troppo poco può invece causare interruzioni o ritardi.

Segue la ricezione delle merci. Il materiale in entrata viene controllato, identificato e registrato. Eventuali differenze rispetto all’ordine devono essere rilevate prima che gli articoli vengano inseriti nello stock disponibile.

La fase successiva è lo stoccaggio. Ogni prodotto viene collocato nella posizione prevista, rispettando eventuali necessità particolari. Prodotti alimentari, merci fragili, articoli voluminosi o sostanze che richiedono condizioni specifiche non possono essere trattati tutti allo stesso modo.

Arriva poi la gestione degli ordini, con il prelievo delle referenze, il consolidamento e il controllo. Il materiale passa infine all’imballaggio e alla spedizione, dove deve essere identificato correttamente e consegnato al vettore.

La catena non termina necessariamente con la consegna. Resi, sostituzioni, recupero degli imballaggi e gestione dei prodotti restituiti costituiscono quella che viene spesso definita logistica inversa.

Negli ultimi anni tutte queste fasi sono state interessate dalla digitalizzazione. Un esempio è rappresentato dai progetti pubblici per rendere più interconnessi i sistemi utilizzati nel trasporto delle merci: il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sulla digitalizzazione della catena logistica descrive interventi orientati alla dematerializzazione e all’integrazione dei processi.

Magazzini vecchi o moderni, i pacchi esisteranno sempre

Osservando un moderno centro logistico automatizzato si potrebbe pensare che il magazzino del futuro avrà ben poco in comune con quello tradizionale. In parte è vero. Robot mobili possono trasportare scaffali, sistemi automatici possono smistare migliaia di colli e software sempre più sofisticati possono stabilire la sequenza migliore con cui preparare gli ordini.

Eppure, arrivati alla fase finale, molte merci devono ancora essere protette fisicamente.

Una scatola contenente libri, componenti elettronici, abbigliamento, ricambi o prodotti per la casa deve sopportare movimentazioni, impilamenti, trasporto e consegna. Anche il sistema logistico più digitalizzato continua quindi ad avere bisogno di cartoni, materiali protettivi, etichette e sistemi di chiusura.

Il nastro adesivo da imballaggio è uno degli esempi più semplici. Non possiede la complessità di un software gestionale e non richiama l’immagine futuristica dei robot di magazzino, ma svolge una funzione pratica che rimane necessaria in moltissime spedizioni. Lo stesso vale per il tendinastro, utilizzato per rendere più rapida e ordinata la chiusura delle scatole: seguendo il link arriverai all’elenco dei nastri da imballaggio e tendinastro del sito Ufficio Discount.

Naturalmente non tutte le merci viaggiano in scatole di cartone. L’industria utilizza pallet, casse, contenitori riutilizzabili e numerose soluzioni progettate in base alle dimensioni e alle caratteristiche del prodotto. Ciò che difficilmente scomparirà è la necessità di creare un’unità fisica pronta per essere movimentata e riconosciuta.

Arrivo dell’e-commerce

L’e-commerce ha reso questo aspetto ancora più evidente. In una distribuzione tradizionale, una grande quantità di prodotti può viaggiare insieme verso un negozio; negli acquisti online, invece, numerosi ordini vengono preparati singolarmente e raggiungono indirizzi differenti. Una parte importante del lavoro consiste proprio nel trasformare gli articoli presenti sugli scaffali in colli pronti per la consegna.

Anche su questo fronte l’organizzazione sta cambiando. Le aziende cercano imballaggi delle dimensioni più vicine possibile al contenuto, sia per limitare l’uso di materiale sia per ridurre lo spazio occupato durante il trasporto. Un pacco molto più grande del prodotto che contiene non comporta soltanto uno spreco di cartone: occupa volume sui mezzi e può richiedere maggiori quantità di materiale di riempimento.

Il magazzino del futuro sarà probabilmente sempre più connesso. Identificazione automatica, sensori, sistemi robotizzati e programmi capaci di coordinare disponibilità e ordini continueranno a modificare il lavoro quotidiano. Alcune mansioni manuali diminuiranno, altre cambieranno e aumenterà il peso delle competenze tecniche necessarie per gestire gli impianti.

Resterà però un elemento molto concreto: alla fine della catena logistica esiste quasi sempre qualcosa che deve essere spostato da un luogo a un altro. Può essere una scatola, un pallet, una cassa o un contenitore progettato su misura. Per quanto evoluta diventi la tecnologia, la logistica continuerà quindi a essere il punto d’incontro tra informazioni digitali e oggetti reali.

È proprio questa combinazione a raccontare meglio l’evoluzione dei magazzini. Registri scritti a mano e lunghe ricerche tra gli scaffali hanno lasciato spazio a codici, terminali, algoritmi e automazione, ma lo scopo di fondo non è cambiato: sapere cosa è disponibile, conservarlo correttamente e farlo arrivare a destinazione senza errori e nei tempi previsti.

Redazione

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