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Non è mai passato l’incubo di una nuova apocalisse

Non è mai passato l’incubo di una nuova apocalisse

Vincenzo Calafiore

12 Ottobre 2026 Udine-FVG-ITALY

Per anni o meglio quasi sempre mi sono sentito di vivere con disagio, a volte mi sono sentito una creatura impolitica e solo con ritardo ho sviluppato una forma di rassegnazione.

Fisso il cielo semiaperto sull’autunno friulano, l’aria è frizzante, l’orizzonte è inondato di luce dorata, la memoria torna indietro nel tempo.

Eric Hobsbawm, lo storico marxista, aveva ragione quando definì la Guerra fredda un combattimento tra incubi. Anche se in quel tempo non pensavamo alla catastrofe imminente, quella restava nel subconscio, nei pensieri, nel sonno. Come un’intossicazione, un veleno.

Era un’epoca segnata da rovesci raccapriccianti e grotteschi.

Salman Rushdie lo spiega bene quando dice che essere immersi nel mare della storia e della politica non è questione di volontà semplicemente non è possibile uscirne!

29 Agosto 1949 tre anni dopo la mia nascita, l’Unione Sovietica testò la prima bomba atomica in Kazakistan.

Avevo sedici anni quando esplose la crisi dei missili di Cuba dell’ottobre 1962.

Oggi mi considero un sopravvissuto al terrore e mi appare chiaro quanto fosse stata vicina la minaccia della distruzione reciproca.

Mikhail Gorbaciof resta per me il medico che aveva liberato l’Europa opponendo alla logica dell’aggressione quella dell’autodeterminazione.

E’ stata la fine del Comunismo! Come aveva previsto Bruce Chatwin il comunismo doveva morire: mormorerà come fogliame sul pavimento e se ne andrà!

La malvagità del Comunismo era apparsa evidente nei decenni precedenti e tuttavia negli anni ottanta c’era ancora una forte simpatia per gli ideali della rivoluzione russa.

L’anno 1989 squarciò il velo per i più ostinati, è molto significativo che proprio in quell’anno Gorbaciov autorizzasse la pubblicazione ufficiale in URSS di “ Arcipelago Gulag “ di Aleksandr Solzhnitsin.

Ricordo dopo la caduta del “ Muro “ di Berlino il disorientamento dei comunisti.

Cosa restava? L’Albania e la Romania. In Cina la protesta era stata schiacciata.

Nessuno aveva previsto o prevedeva il collasso del sistema sovietico; il bagno di sangue romeno che venne da lì a poco su solo un’increspatura, il comunismo doveva morire!

Angela Merkel una leader gradualista, portò la Germania a essere leader in Europa come era destinata essere. Non c’è perdono per le colpe del Novecento, ma perseguendo con metodo la politica della trasparenza sconfisse i suoi demoni.

“ Gli anni novanta furono il decennio infantile. Il mondo celebrava il ritorno alla spensieratezza e non avanzava nella denuclearizzazione.

Un’occasione persa mentre un’altra ideologia montava. “

Negli anni a venire ho assistito alla nascita e al rafforzamento del fondamentalismo islamico, in un Occidente prigioniero di sensi di colpa, incapace di reagire alla nuova minaccia. “ Ci troviamo di fronte a due linee convergenti, da un lato l’estremismo islamico che vouole restaurare il Califfato in terra, dall’altro le armi di distruzione di massa. A parte gli orrori dei Balcani il mondo celebrava il ritorno alla spensieratezza, mentre la Russia coltivava la sua democrazia guidata, L’Iran si avviava verso la dittatura dei Pasdaran, la Cina procedeva con il sistema monopartitico, la Corea del Nord rimaneva chiusa al mondo.

Non a caso oggi esiste una forma di solidarietà tra queste non democrazie.

In un istante, con gli attacchi alle Torri gemelle dell’11 settembre 2001, tornò il terrore.

L’idea che l’intero pianeta possa essere distrutto non si è mai affievolita.

La terza guerra mondiale è l’imprevisto inesorbile!

Dalla fine della Guerra del Vietnam (30 aprile 1975), il mondo non ha mai smesso di essere teatro di guerre, contando centinaia di conflitti. Secondo l’UCDP (Uppsala Conflict Data Program), dal 1975 ad oggi sono iniziati oltre 250 conflitti armati (tra guerre interstatali, guerre civili e guerre con interventi internazionali).

Siamo tutti ciechi conservatori, riluttanti e incapaci di credere che le cose possano cambiare. Crediamo nell’evoluzione che da roditori o scimmie ci ha fatti diventare quelli che siamo adesso, ma è per noi impensabile l’idea che, fra chissà quali e quanti evi, saremo altrettanto diversi da come siamo ora di quanto lo siamo adesso dal Pitecantropo.

Il pitecantropo (dal latino scientifico Pithecanthropus, composto dal greco píthēkos “scimmia” e ánthropos “uomo”) significa letteralmente “uomo-scimmia”

Vincenzo Calafiore

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