Dalle abitazioni tradizionali alle moderne strutture prefabbricate, il legno ha conquistato uno spazio sempre più ampio nel settore edilizio. Tecniche antiche e sistemi contemporanei convivono oggi in edifici residenziali, coperture, ampliamenti e costruzioni di grandi dimensioni, con soluzioni molto diverse per caratteristiche e modalità di posa.
L’edilizia comprende sistemi costruttivi differenti, scelti in base alla destinazione dell’edificio, alle caratteristiche del terreno, alle esigenze progettuali e ai materiali utilizzati. Le costruzioni possono essere realizzate con strutture in muratura, cemento armato, acciaio, legno oppure ricorrendo a combinazioni di più materiali.
La muratura è uno dei sistemi più antichi e continua a essere largamente impiegata, soprattutto nell’edilizia residenziale. Il cemento armato ha segnato gran parte dello sviluppo urbano del Novecento grazie alla possibilità di creare strutture portanti composte da pilastri, travi e solai. L’acciaio viene spesso utilizzato quando servono grandi luci, strutture snelle o montaggi relativamente rapidi.
Accanto a queste tecniche ha acquistato crescente importanza l’edilizia in legno. Il materiale, naturalmente presente nelle costruzioni tradizionali da secoli, viene oggi lavorato con tecnologie che consentono di ottenere elementi strutturali con caratteristiche controllate e dimensioni impensabili per il semplice tronco massiccio.
Esistono poi edifici realizzati con sistemi misti. Una costruzione può avere, per esempio, fondazioni e vani interrati in cemento armato e una parte fuori terra in legno. Allo stesso modo, legno, acciaio e calcestruzzo possono collaborare all’interno dello stesso progetto quando questa soluzione risponde meglio alle necessità tecniche.
Dire “casa in legno” non identifica un unico sistema costruttivo. Dietro questa espressione si trovano tecniche piuttosto diverse, alcune legate alla tradizione e altre nate grazie alla moderna industria del legno.
Uno dei sistemi più conosciuti è quello a telaio, nel quale la struttura portante è costituita da montanti e traversi. Tra gli elementi strutturali trovano posto materiali isolanti e strati con funzioni specifiche, mentre pannelli e rivestimenti completano le pareti. Il principio ricorda quello delle costruzioni nordamericane a platform frame, pur con numerose varianti progettuali.
Un’altra tecnologia molto diffusa utilizza pannelli in legno massiccio a strati incrociati, comunemente indicati con la sigla CLT o X-Lam. Le tavole vengono disposte in strati orientati in direzioni differenti e unite per formare grandi pannelli destinati a pareti, solai e coperture. La prefabbricazione consente di preparare molti elementi in stabilimento prima dell’arrivo in cantiere.
Ci sono poi le costruzioni con travi a incastro sovrapposti, conosciute come blockhause. Sono immediatamente riconoscibili per le pareti formate da elementi lignei disposti orizzontalmente e collegati agli angoli mediante particolari incastri.
Per travi di grandi dimensioni, coperture e strutture con luci considerevoli è frequente il ricorso al legno lamellare. Ogni tecnologia ha caratteristiche proprie: la scelta non dipende soltanto dall’estetica, ma da calcoli strutturali, prestazioni richieste, condizioni climatiche e destinazione d’uso dell’immobile.
Il legno può svolgere nell’edilizia funzioni molto diverse. L’impiego più evidente riguarda le strutture portanti: pilastri, travi, pareti, solai e coperture possono essere progettati utilizzando elementi lignei opportunamente dimensionati.
Nelle coperture il legno conserva un ruolo particolarmente importante. Capriate e travature sono presenti sia negli edifici storici sia nelle abitazioni contemporanee. Il materiale viene utilizzato anche per tettoie, porticati, pergole e strutture esterne, purché il progetto tenga conto dell’esposizione all’umidità e degli altri fattori che possono comprometterne la durata.
Un altro campo di applicazione riguarda pavimenti e rivestimenti. Parquet, perline, facciate ventilate e pannellature interne sfruttano il legno per motivi funzionali ed estetici, senza che il materiale debba necessariamente avere una funzione portante.
Serramenti, scale, parapetti e divisori ampliano ulteriormente il numero degli impieghi possibili. In molti casi uno stesso edificio combina legno strutturale e legno destinato alle finiture.
Quando il materiale svolge una funzione portante entrano naturalmente in gioco requisiti tecnici precisi.
Chi vuole consultare informazioni istituzionali può fare riferimento alla https://cslp.mit.gov.it/elementi-e-componenti-legno-legno, dove sono disponibili indicazioni e riferimenti relativi ai prodotti in legno per uso strutturale.
La scelta della specie legnosa, dei trattamenti e dei sistemi di protezione va sempre rapportata alle condizioni in cui il componente lavorerà. Una trave interna protetta dagli agenti atmosferici si trova infatti in una situazione molto diversa da un elemento esposto alla pioggia o all’umidità.
Gli incastri appartengono alla storia della carpenteria e permettono di collegare tra loro gli elementi lignei sfruttandone la forma. Prima della diffusione delle moderne ferramenta metalliche, falegnami e carpentieri avevano sviluppato numerose geometrie capaci di creare giunzioni resistenti e precise.
Tra gli esempi più conosciuti figurano gli incastri a tenone e mortasa, a mezzo legno e a coda di rondine, ai quali si aggiungono molte varianti nate dalle diverse tradizioni costruttive. Nelle case a tronchi, invece, particolari lavorazioni alle estremità consentono di sovrapporre le pareti e collegarle negli angoli.
Anche l’architettura contemporanea recupera il principio dell’incastro, sebbene in una forma assai più evoluta. La lavorazione a controllo numerico permette di tagliare travi e pannelli con grande precisione sulla base del progetto digitale. Gli elementi arrivano così in cantiere già sagomati e pronti per essere assemblati.
Questo non significa che le moderne strutture possano fare completamente a meno di viti, piastre, bulloni o altri dispositivi. Le connessioni sono una parte decisiva del comportamento statico di un edificio e devono essere progettate in funzione delle forze che dovranno trasferire.
L’incastro, dunque, non è soltanto una scelta estetica. Può semplificare alcune fasi di montaggio, migliorare la precisione dell’assemblaggio e consentire la realizzazione di dettagli architettonici nei quali la tecnica costruttiva rimane visibile.
La prefabbricazione ha cambiato profondamente il modo di costruire con il legno. Una parte consistente delle lavorazioni può essere eseguita in stabilimento, dove macchinari automatizzati tagliano gli elementi sulla base delle misure previste dal progetto.
Pareti, pannelli e componenti della copertura possono quindi arrivare in cantiere già predisposti per il montaggio. A seconda del sistema adottato, alcuni elementi possono includere isolanti, vani destinati agli impianti, serramenti o strati di finitura applicati prima del trasporto.
Uno dei vantaggi pratici è la maggiore organizzazione del processo produttivo. Preparare i componenti in un ambiente controllato riduce l’incidenza di alcune lavorazioni da effettuare direttamente all’aperto e permette di pianificare con precisione le successive operazioni di assemblaggio. I tempi effettivi dipendono comunque dalle dimensioni dell’edificio, dal grado di prefabbricazione, dalla complessità del progetto e dalle condizioni del cantiere.
Nel settore residenziale le proposte spaziano dalle piccole strutture destinate a un utilizzo occasionale fino alle abitazioni complete: un esempio di comode case prefabbricate di legno le trovi a questo link su www.casacasette.it.
È importante non confondere il termine “prefabbricato” con un prodotto necessariamente standardizzato o con lavorazione a pannelli. Le tecnologie attuali consentono anche un elevato grado di personalizzazione. Forma dell’edificio, disposizione degli ambienti, aperture e finiture possono essere definite dal progetto, mentre la produzione industrializzata riguarda soprattutto il modo in cui vengono preparati i componenti.
Un aspetto decisivo resta la qualità della progettazione. Fondazioni, protezione dall’acqua, corretta stratigrafia delle pareti, ventilazione e dettagli di collegamento devono essere studiati con attenzione. La precisione del componente prefabbricato non può compensare eventuali errori nella concezione dell’edificio.
Le costruzioni lignee non sono limitate a baite, villette e piccoli edifici. Negli ultimi decenni il legno ingegnerizzato è stato utilizzato in progetti architettonici di notevoli dimensioni, contribuendo a cambiare la percezione di questo materiale.
Un esempio conosciuto è il Tamedia Office Building di Zurigo, progettato da Shigeru Ban. L’edificio presenta una struttura lignea ben visibile negli ambienti interni e utilizza grandi elementi assemblati attraverso collegamenti studiati per valorizzare le caratteristiche del materiale.
In Norvegia, il Mjøstårnet di Brumunddal ha attirato l’attenzione internazionale per lo sviluppo verticale della sua struttura in legno. L’edificio, affacciato sul lago Mjøsa, ospita funzioni differenti e ha mostrato come i prodotti lignei ingegnerizzati possano essere utilizzati anche per costruzioni multipiano di notevole altezza.
A Vancouver, in Canada, la residenza universitaria Brock Commons Tallwood House è un altro progetto spesso citato quando si parla di edilizia multipiano in legno. La struttura combina diversi materiali e dimostra quanto il settore si sia allontanato dall’idea secondo cui il legno sarebbe utilizzabile soltanto per edifici di modeste dimensioni.
A questi esempi si aggiungono padiglioni, chiese, impianti sportivi, scuole e sedi aziendali sparsi in numerosi Paesi. Le grandi opere contemporanee ricorrono spesso a soluzioni ibride, nelle quali il legno lavora insieme a calcestruzzo e acciaio anziché sostituirli completamente.
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