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Samir Al Qaryouti: «La decisione turca dà un contributo alla speranza nel mondo»

Sul mandato di arresto emesso dalla Turchia nei confronti del premier israeliano Benjamin Netanyahu arriva anche il commento di Samir Al Qaryouti, giornalista italo-arabo e opinionista per Al Jazeera, BBC TV, Dubai TV, Abu Dhabi TV e altre emittenti del Medio Oriente.

Un’analisi netta sulla portata della decisione di Ankara e sulle possibili conseguenze sul piano internazionale, con un richiamo al ruolo della legge internazionale, alla situazione in Medio Oriente e al rischio di un ulteriore confronto tra Turchia e Israele.

Ecco il suo commento esclusivo.

«È un’importante notizia per l’applicazione della legge internazionale. La decisione turca è un contributo, oggi, a chiarire di più la situazione in Medio Oriente, dove ci sono aggressori, aggrediti, genocidi, stermini, occupazioni a catena.

Ormai gli attacchi dei coloni in Cisgiordania devastano qualsiasi possibilità di qualsiasi accordo o di qualsiasi sistemazione.

Ecco, applicare la legge internazionale nel momento in cui molti Stati, per primi quelli governati da Netanyahu, cioè Israele, lavorano da tempo contro la legge internazionale, contro la sovranità di una legge internazionale a cui è abituato il mondo per risolvere tutti i problemi complicati, come il problema del Medio Oriente, che perdura da 78 anni e non da tre o quattro anni.

È la realtà. Questa decisione turca dà un contributo alla speranza, alla speranza nel mondo, perché tutti quanti gli amanti della libertà vogliono che chi ha commesso un crimine uguale a quello commesso contro il popolo palestinese a Gaza deve avere un giudizio di un tribunale internazionale.

Quindi auguriamo che, con la posizione chiara di tutti gli Stati che credono nella legge internazionale, nel dominio della sovranità internazionale e della fratellanza tra i popoli del mondo e del diritto dei popoli alla libertà e all’indipendenza, possano darsi da fare per sostenere la decisione turca e imparare anche a esaminare questa questione di nuovo nelle loro politiche interne e internazionali, per dare un contributo a rafforzare il ruolo delle Nazioni Unite o della legge internazionale o della comunità internazionale.

Come eravamo abituati fino a tre anni fa a rivedere sempre questa frase, “la comunità internazionale”, che tutte queste parole abbiano il senso di essere comprese e di essere applicate in realtà.

Ecco una speranza che parte dalla Turchia e non è una poca cosa, perché soltanto poche ore fa si è evitato uno scontro frontale quasi tra il governo di Netanyahu e la Turchia, sempre per l’attacco ingiusto contro il territorio siriano compiuto dall’aviazione israeliana.»

 

Redazione

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