“….. le parole non sono mai state neutre.
E non soltanto perché, al di là della loro
accezione letterale, si portano dietro tanti
altri significati secondare, nascosti, omessi,
soggettivi, emotivi e culturali.
Ma possono essere manipolate,
strumentalizzate, rese oggetto di propaganda. “
Vincenzo Calafiore
Si usano per formulare domande che rivolgiamo al passato, come fanno coloro assetati di conoscenza, come pure gli storici, che ci permettono di creare e avere nel contempo un legame tra la storia e il mondo attuale e dare luce a entrambi gli estremi della nostra esistenza: ieri e oggi.
In questo caso la parola “ Demos “ !
Il termine dèmos, significa – popolo – , inteso come l’insieme dei cittadini che formano una comunità di una Polis.
Bisogna ricordarne oltre che il significato, anche di come sia stato abusato o fatto un uso improprio del termine “ Demos “.
Significava popolo ed era al centro del concetto di democrazia. Ma nel corso della storia e del dibattito politico e specialmente in questo contemporaneo è stato manipolato a compiacimento e cavalcato per scopi di potere.
Questo è potuto accadere principalmente nel momento in cui il popolo ha perso il suo potere, e non è stato più inteso come l’insieme universale dei cittadini, è stato frammentato e diviso per poterlo ben controllare…. oggi è tutto tranne che Demos.
Il problema è che tutti, ma proprio tutti di Demos senza sapere in alcuni casi cosa significhi questo termine, parlano in nome del Demos
pretendendo di rappresentare l’unica parte leggittima della società:
il popolo sovrano.
E’ una mera menzogna dato che non rappresentano nessuno se non loro stessi e il loro potere, i loro agi, la loro fortuna economica.
Oggi questo termine, diventato parola è soltanto un mezzo di propaganda, slogan di fazioni e di partiti, considerata – proprietà privata- da non poter essere usata liberamente, fuori dagli schemi e da pregiudizi nell’agone dello scontro ideologico, perché: “ … non conta l’etimologia quanto piuttosto l’uso che si è fatto di una determinata parola”.
L’equivoco più nocivo rispetto ai tentativi di comprendere la nozione di -democrazia – consiste nel non distinguere tra la pratica antica
( da cui scaturì la parola) e l’odierna realtà determinata dallo sviluppo del parlamentarismo.
Val la pena o meglio varebbe la pena conoscere e imparare a memoria
Il discorso di Pericle agli ateniesi (noto come l’Epitaffio di Pericle) è la celebre orazione funebre pronunciata da Pericle nel 430-431 a.C. per i soldati caduti durante il primo anno della guerra del Peloponneso, così come ci è stata tramandata dallo storico Tucidide
I Principi della Democrazia
La Libertà e i Cittadini
Libertà quotidiana: La tolleranza e la libertà si estendono alla vita di tutti i giorni; non si guarda con sospetto il vicino se vive a modo suo.Senso civico: Il cittadino ateniese cura i propri affari privati senza trascurare quelli pubblici; l’uomo che non si interessa allo Stato non è considerato “innocuo”, ma del tutto inutile.
Partecipazione politica: Anche se pochi sono in grado di ideare una politica, tutti i cittadini di Atene sono capaci di giudicarla.
Atene come “Scuola dell’Ellade”
Apertura al mondo: La città è aperta agli stranieri e non si ricorre mai a espulsioni per paura.
Modello culturale: Pericle definisce Atene la “scuola della Grecia” (paideia dell’Ellade), capace di forgiare cittadini versatili, sicuri di sé e pronti ad affrontare ogni pericolo
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