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Terremoto in Giappone, scossa di magnitudo 7.2 nel nord-est: feriti e disagi. Mentre il Venezuela conta le vittime

La terra continua a tremare in diverse aree del pianeta. Mentre il Venezuela è alle prese con una delle più gravi emergenze sismiche degli ultimi anni, con centinaia di vittime e migliaia di dispersi dopo le due devastanti scosse di magnitudo 7.2 e 7.5 registrate a distanza di circa quaranta secondi l’una dall’altra, un forte terremoto ha colpito anche il Giappone.

Il sisma, registrato nel nord-est del Paese, ha raggiunto una magnitudo di 7.2 secondo l’Agenzia Meteorologica Giapponese (Jma), mentre il Servizio Geologico degli Stati Uniti (Usgs) ha stimato una magnitudo di 6.9. L’epicentro è stato localizzato al largo della costa orientale della prefettura di Iwate, a una profondità di circa 50 chilometri.

La scossa è stata avvertita distintamente in un’ampia porzione del Paese, compresa la capitale Tokyo, e con particolare intensità nelle città di Sendai e Morioka. Il terremoto si è verificato durante l’ora di punta, causando rallentamenti e disagi nei trasporti. Alcune tratte dei treni ad alta velocità sono state sospese per consentire le verifiche di sicurezza, mentre decine di istituti scolastici hanno temporaneamente interrotto le lezioni.

Secondo le prime informazioni diffuse dalle autorità locali e dai vigili del fuoco di Hashikami e Hachinohe, almeno quattro persone sono rimaste ferite. L’agenzia Kyodo riferisce inoltre che i feriti sono stati registrati nelle prefetture di Aomori e Iwate. Nella sola Aomori circa 70 scuole hanno sospeso le attività didattiche.

Nonostante la forte intensità del terremoto, le autorità non hanno emesso alcuna allerta tsunami. Nessuna anomalia è stata inoltre segnalata negli impianti nucleari presenti nell’area, compresa la centrale di Fukushima Daiichi, già teatro del disastro del 2011, e l’impianto di ritrattamento del combustibile esaurito di Aomori.

L’evento si inserisce in una fase di intensa attività sismica che interessa la regione da diversi mesi. L’area colpita si trova infatti lungo la cosiddetta “Cintura di Fuoco del Pacifico”, una delle zone geologicamente più attive del mondo, dove si concentra una parte significativa dei terremoti registrati a livello globale.

Mentre il Giappone affronta l’ennesima prova imposta dalla sua particolare posizione geografica, in Venezuela proseguono senza sosta le operazioni di soccorso tra le macerie degli edifici crollati, con il bilancio delle vittime che continua purtroppo ad aggravarsi ora dopo ora.

Redazione

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