Oltre quarant’anni nel mondo della comunicazione, la radio come filo conduttore, la politica vissuta fin da giovanissimo, lo sport e un lungo impegno nella vita pubblica. È la storia di Pino Scianò, protagonista della puntata de L’Approfondimento di Fast News Platform del 25 settembre 2026, intervistato da Antonio Nesci e Silvia Liliana Di Masi.
Una conversazione che parte dalla Calabria degli anni Settanta e attraversa alcune delle stagioni più intense della storia politica e sociale italiana, arrivando fino alla comunicazione radiofonica e agli incontri con alcuni dei protagonisti della politica nazionale.
Scianò è nato a Reggio Calabria, ma la sua storia personale e professionale è profondamente legata a Vibo Valentia. Figlio di un Carabiniere, trascorse i primi anni della sua vita a Motta Santa Lucia, nel Lametino, prima di seguire la famiglia a Tropea e successivamente trasferirsi a Reggio Calabria, dove visse negli anni in cui la città fu attraversata dai moti del 1970.
Proprio quei fatti, racconta Scianò, rappresentarono uno dei primi elementi che contribuirono a orientare la sua curiosità verso la politica. Una scelta che sarebbe maturata alcuni anni più tardi, durante gli studi al liceo classico.
Nel corso dell’intervista, Scianò ha ricordato il clima politico degli anni Settanta, segnato da fortissime contrapposizioni ideologiche e da episodi di violenza che coinvolgevano giovani appartenenti a schieramenti diversi. Il suo ingresso nella politica studentesca avvenne dopo un episodio che lo colpì profondamente: l’uccisione di Sergio Ramelli nel 1975.
Scianò ha raccontato di essere intervenuto durante un’assemblea scolastica per denunciare la violenza politica e di avere ricevuto contestazioni e fischi. Poco tempo dopo decise di candidarsi in una lista di destra alle elezioni studentesche, riuscendo a essere eletto rappresentante.
Da quella esperienza iniziò un percorso politico che lo avrebbe portato, ancora giovanissimo, nel Movimento Sociale Italiano e successivamente nel Fronte della Gioventù. Scianò ha ricordato anche il ruolo avuto da Gianfranco Fini nella sua formazione politica e la scelta di dedicarsi a un’attività politica maggiormente orientata alla dimensione culturale, prendendo le distanze dagli scontri di piazza che caratterizzavano parte di quella stagione.
Nel suo racconto emerge anche l’influenza della cultura politica di Pino Rauti e l’interesse per gli autori della destra tradizionale, tra cui Julius Evola, tema tornato recentemente al centro di un suo intervento nel corso di un incontro politico a Orvieto.
La dimensione politica si intreccia con quella della comunicazione. Per Scianò la radio è stata infatti una presenza costante per oltre quarant’anni. È nel mondo delle radio libere che ha costruito una parte significativa della propria esperienza, diventando una voce conosciuta soprattutto nel territorio vibonese.
Ed è proprio Radio Onda Verde uno dei luoghi della memoria condivisa con Antonio Nesci. Nel corso dell’intervista, l’editore di Fast News Platform ha ricordato come Scianò sia stato uno dei suoi primi grandi direttori e come, alla fine degli anni Novanta e nei primi anni Duemila, quell’esperienza radiofonica abbia rappresentato per lui una vera palestra professionale.
La radio, nel percorso di Scianò, non è stata però soltanto informazione. È stata anche sport, politica, cultura e racconto della società. Un’esperienza che permette di leggere la trasformazione del sistema dell’informazione dagli anni delle radio libere fino all’attuale ecosistema digitale.
Un altro capitolo importante della sua storia è rappresentato dall’esperienza amministrativa e dal rapporto con la politica nazionale. Scianò ha ricordato il periodo trascorso accanto al senatore Franco Bevilacqua, dopo le elezioni del 1994, esperienza che lo portò a dividere il proprio tempo tra Vibo Valentia e Roma.
Fu anche attraverso quella stagione che si intensificarono i rapporti con Gianni Alemanno, conosciuto nell’ambiente politico della destra giovanile e con il quale Scianò ha mantenuto negli anni un rapporto personale e politico.
Un legame che si è consolidato anche attraverso l’appuntamento di Orvieto, diventato negli anni un punto di riferimento per incontri e confronti politici. Scianò ha ricordato di avere partecipato alle successive edizioni dell’appuntamento, dopo le prime esperienze da amministratore locale.
Nel corso della conversazione si è parlato anche di Giorgia Meloni e del suo percorso politico. Scianò ha sottolineato la differenza generazionale e storica tra la stagione del Movimento Sociale Italiano degli anni Settanta e Ottanta e quella successiva, nella quale si sarebbe formata la classe dirigente di Alleanza Nazionale e, in seguito, quella dell’attuale destra di governo.
Il confronto ha permesso così di ripercorrere, attraverso una vicenda personale, diverse trasformazioni della destra italiana: dal Movimento Sociale Italiano ad Alleanza Nazionale, fino alle successive evoluzioni politiche.
Ma il racconto di Scianò non è soltanto politico. Al centro resta la comunicazione, quella radiofonica in particolare, che rappresenta uno dei fili più lunghi della sua vita professionale.
La sua storia racconta infatti una generazione che ha vissuto il passaggio dalla radio libera alla televisione locale, dalla comunicazione politica tradizionale alla rete e, oggi, alle piattaforme digitali. Un percorso nel quale la radio continua a rappresentare non soltanto un mezzo di comunicazione, ma anche un luogo di formazione, confronto e costruzione di relazioni.
L’intervista ha quindi riportato alla luce una figura che unisce territori e stagioni diverse: Reggio Calabria, Motta Santa Lucia, Tropea e soprattutto Vibo Valentia; la politica e l’amministrazione; la cultura e lo sport; le radio libere e la comunicazione contemporanea.
Una storia personale che attraversa più di quattro decenni e che, proprio attraverso la memoria della radio, consente di rileggere una parte della storia recente della Calabria e dell’Italia.
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