Ci sono persone che, più che attraversare la storia di una città, finiscono per diventarne una parte riconoscibile. Pino Scianò appartiene a questa categoria. Il suo nome è legato da decenni alla comunicazione vibonese, alla radio, all’informazione, allo sport e, in epoche diverse, anche all’impegno amministrativo e politico.
Il punto di partenza è Radio Onda Verde, l’emittente nata nel 1985 dall’iniziativa di Piero Muscari e alla cui avventura Scianò partecipò fin dai primi giorni. La stessa storia ufficiale della radio lo indica oggi come direttore e ricorda il suo ruolo nella crescita dell’emittente, diventata nel tempo una presenza stabile nel panorama informativo della provincia di Vibo Valentia.
Quella di Scianò con Onda Verde non è stata semplicemente una collaborazione professionale. È una storia che attraversa più di quattro decenni e che coincide con una parte significativa dell’evoluzione della radio locale italiana: dagli studi artigianali degli anni Ottanta alla progressiva professionalizzazione, dall’informazione radiofonica tradizionale allo streaming e alla dimensione digitale.
Quando Radio Onda Verde cominciò a trasmettere, nel 1985, la sede era a Vibo Marina, in via Aosta. Piero Muscari raccontando la nascita dell’emittente ha ricordato proprio Pino Scianò tra le persone che lo affiancarono fin dall’inizio, insieme ad alcuni amici d’infanzia. La radio nacque in condizioni lontanissime da quelle degli attuali media digitali, con pochi strumenti e una struttura essenzialmente familiare.
Nel 1993 arrivò il trasferimento nel centro di Vibo Valentia e l’installazione del primo ripetitore cittadino. Fu una fase importante per l’emittente, che riuscì a consolidare la propria presenza sul territorio proprio mentre molte radio locali cominciavano invece ad affrontare una fase di difficoltà.
Scianò accompagnò questa trasformazione assumendo progressivamente un ruolo centrale nella struttura editoriale. La storia ufficiale di Radio Onda Verde lo presenta come direttore responsabile e sottolinea la sua funzione nella continuità dell’emittente.
È anche attraverso la radio che Scianò ha costruito negli anni un rapporto diretto con il pubblico. Non soltanto notiziari, ma confronto, cronaca, commento, sport e discussione sui principali avvenimenti della provincia.
Uno dei programmi che porta il suo nome è “L’Intransigente”, mentre “Ore 11” è dedicato alla conversazione con i radioascoltatori. Il palinsesto di Radio Onda Verde documenta inoltre una presenza quotidiana di Scianò nella programmazione informativa dell’emittente.
È proprio questo rapporto con gli ascoltatori uno degli aspetti più caratteristici della sua esperienza: la radio come luogo nel quale il cittadino può intervenire, porre domande, raccontare un problema, commentare un avvenimento.
Accanto all’informazione, un’altra costante della storia professionale di Pino Scianò è rappresentata dallo sport.
Il rapporto con lo sport locale non si è limitato alla cronaca delle partite. Attraverso Radio Onda Verde, lo sport è diventato nel tempo anche uno spazio di discussione sulla vita delle società, sui dirigenti, sugli impianti, sui giovani e sul rapporto tra le squadre e le comunità.
Il palinsesto dell’emittente comprende da anni “Diretta Stadio”, appuntamento dedicato alle partite della Vibonese e alla discussione del dopo gara. La stessa Radio Onda Verde segnala il raggiungimento di 1.020 trasmissioni, un dato che testimonia la lunga continuità del format sportivo.
La dimensione sportiva assume così un significato che va oltre il risultato della domenica. Nel territorio vibonese molte società rappresentano infatti piccoli centri, quartieri e comunità. Il calcio, la pallavolo e le altre discipline diventano occasioni di aggregazione e riconoscimento territoriale.
Lo stesso Scianò ha continuato negli anni a occuparsi direttamente di sport. Alla fine del 2024, durante la trasmissione “Un anno di Sport” su Radio Onda Verde, ha analizzato le principali realtà sportive della provincia assegnando valutazioni alla Vibonese, al Soriano, al Capo Vaticano, al San Nicola Chiaravalle, alla Tonno Callipo Vibo Valentia, alla Lory Volley Pizzo e ad altre società.
Particolarmente significativo è il modo in cui, in quella occasione, Scianò ha parlato delle società delle categorie inferiori: non soltanto squadre, ma realtà capaci di rappresentare le piccole comunità e di produrre aggregazione e socialità.
È un elemento che aiuta a comprendere il suo approccio allo sport. La competizione è certamente importante, ma altrettanto importante è la funzione sociale delle associazioni sportive.
Il suo impegno nel settore sportivo ha avuto anche una dimensione organizzativa nazionale.
Una pubblicazione dell’ASI documenta infatti il ruolo dell’avvocato Pino Scianò come presidente del Consiglio nazionale dell’ASI, organismo di promozione sportiva, durante i lavori del Consiglio nazionale del dicembre 2015. In quella veste intervenne anche su iniziative legate alla diffusione dello sport e al rapporto con il territorio.
Già nel 2011, in occasione del Premio Sportivo Valentia, Scianò veniva indicato come assessore al Comune di Vibo Valentia e presidente del Consiglio nazionale ASI. Durante quella manifestazione fu tra coloro che consegnarono riconoscimenti a protagonisti dello sport.
Questa dimensione aiuta a collocare la sua esperienza sportiva in un quadro più ampio: non soltanto comunicare lo sport attraverso la radio, ma anche occuparsi della sua organizzazione e della sua funzione sociale.
Pino Scianò è anche avvocato del Foro di Vibo Valentia. La sua attività professionale nel campo legale si è sviluppata parallelamente a quella giornalistica e radiofonica.
Nel corso degli anni ha inoltre ricoperto incarichi nella pubblica amministrazione locale. La sua esperienza istituzionale si è intrecciata quindi con quella maturata attraverso la comunicazione.
È un passaggio importante perché spiega anche la particolare posizione occupata da Scianò nel dibattito pubblico vibonese: da un lato giornalista e direttore di una radio storicamente presente sul territorio, dall’altro professionista e amministratore che ha partecipato direttamente alla vita pubblica.
La radio, del resto, è stata per lungo tempo uno dei luoghi nei quali politica e società civile si sono incontrate. La stessa ricostruzione storica di Radio Onda Verde sottolinea il ruolo avuto dall’emittente nel dare spazio ai cittadini e nel favorire il confronto sui problemi della comunità.
Negli ultimi anni il percorso di Scianò ha assunto anche una dimensione politica più esplicita.
Nel 2024 è stato coordinatore provinciale di Indipendenza a Vibo Valentia e candidato nella lista del movimento alle elezioni comunali a sostegno di Roberto Cosentino. In occasione della presenza a Vibo di Gianni Alemanno, Scianò intervenne all’iniziativa politica e venne indicato come candidato nella lista.
Nel febbraio 2025, sempre in qualità di coordinatore provinciale di Indipendenza, intervenne pubblicamente su una controversia relativa a un bando del Comune di Vibo Valentia, chiedendo maggiore trasparenza e l’accesso agli atti. La vicenda riguardava un incarico collegato alla comunicazione dei progetti PNRR. Le sue dichiarazioni furono riportate dal Corriere della Calabria.
Questi episodi mostrano un passaggio ulteriore: dalla comunicazione della politica alla partecipazione diretta alla politica.
È una distinzione importante. Per decenni Scianò ha avuto il ruolo di giornalista e direttore, dando spazio attraverso la radio a rappresentanti delle istituzioni, amministratori, esponenti politici e cittadini. Successivamente ha assunto anche una posizione politica dichiarata e un ruolo organizzativo all’interno di un movimento.
Nel giugno 2026 è arrivato un nuovo passaggio. Scianò ha annunciato, nella sua veste di coordinatore provinciale, la conclusione dell’esperienza di Indipendenza a Vibo Valentia e la confluenza della struttura territoriale in Futuro Nazionale, il movimento guidato da Roberto Vannacci.
Anche questo episodio fa parte della sua storia più recente e conferma come la sua attività pubblica abbia continuato a svilupparsi su più piani: informazione, sport, professione e politica.
Per comprendere davvero Pino Scianò bisogna però tornare alla radio.
Radio Onda Verde non è stata soltanto il luogo nel quale ha lavorato per decenni. È stata anche un osservatorio privilegiato sulla trasformazione della provincia di Vibo Valentia.
Dalla cronaca allo sport, dalla politica agli eventi cittadini, dalle emergenze alle iniziative culturali, la radio ha raccontato una comunità in continuo cambiamento.
La storia dell’emittente ricorda, per esempio, la sua presenza durante l’alluvione di Vibo Marina del luglio 2006, così come la partecipazione a manifestazioni e iniziative che hanno caratterizzato la vita sociale della provincia.
È questa continuità a rendere particolare il percorso di Scianò. Non si tratta soltanto della longevità di una carriera professionale, ma della permanenza all’interno di un mezzo di comunicazione che ha cambiato profondamente forma senza perdere il proprio rapporto con il territorio.
Oggi Radio Onda Verde trasmette anche attraverso lo streaming e i contenuti digitali, mentre il pubblico può seguire i programmi anche attraverso i social. La radio descrive il proprio percorso come un’evoluzione dall’analogico al digitale, mantenendo al centro la comunità vibonese.
La storia di Scianò si intreccia inoltre con quella di numerosi professionisti che hanno iniziato il proprio percorso nell’informazione locale.
Tra questi c’è anche Antonio Nesci, che ha collaborato in passato con Radio Onda Verde e che nel gennaio 2025 è stato ospite telefonico di Scianò nella trasmissione “Ore 11”.
In quell’occasione il rapporto tra i due venne presentato anche attraverso la dimensione professionale: Scianò come ex direttore e Nesci come giornalista e collaboratore cresciuto professionalmente anche attraverso quell’esperienza radiofonica.
È un dettaglio che restituisce bene il valore storico delle radio locali. Prima dell’esplosione del web, delle piattaforme video e dei social network, erano spesso proprio le emittenti territoriali a offrire ai giovani la possibilità di avvicinarsi al giornalismo, alla conduzione, alla cronaca e alla comunicazione.
Il percorso di Pino Scianò può quindi essere letto attraverso quattro dimensioni che nel suo caso si sono sovrapposte: informazione, sport, professione e politica.
La prima è quella più lunga e riconoscibile, legata a Radio Onda Verde e a una presenza iniziata nel 1985.
La seconda è quella sportiva, sviluppata attraverso la cronaca radiofonica, i programmi dedicati alle società locali e gli incarichi nell’ambito della promozione sportiva.
La terza è quella professionale, con l’attività di avvocato.
La quarta è quella politica e amministrativa, maturata prima attraverso incarichi pubblici e successivamente attraverso una partecipazione politica più diretta, fino agli sviluppi del 2026.
Sono percorsi differenti, ma con un elemento comune: il rapporto con la comunità.
Ed è probabilmente proprio questo il tratto che più caratterizza la figura pubblica di Pino Scianò. Per decenni il suo lavoro si è svolto davanti a un microfono, dentro una redazione, sui campi sportivi, negli spazi istituzionali e, più recentemente, nelle strutture politiche territoriali.
Una storia profondamente legata a Vibo Valentia e alla Calabria, ma anche alla trasformazione del modo di fare informazione.
Dalla radio degli anni Ottanta allo streaming, dalle telefonate degli ascoltatori ai social, dalla cronaca sportiva al dibattito politico: Pino Scianò ha attraversato stagioni molto diverse della comunicazione locale mantenendo un ruolo riconoscibile nella vita pubblica vibonese.
E la storia di Radio Onda Verde, ancora oggi attiva, rimane inseparabile da questo lungo percorso.
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