Esteri

Medio Oriente, tensione alle stelle: l’Iran chiude lo Stretto di Hormuz, raid in Libano nonostante l’ordine di cessate il fuoco

Mentre in Svizzera prende il via il primo round di colloqui ad alto livello sul programma nucleare iraniano tra l’inviato speciale del presidente americano Donald Trump, Steve Witkoff, il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance e i rappresentanti di Teheran, il Medio Oriente continua a essere attraversato da una pericolosa escalation militare.

Nelle ultime ore, infatti, la situazione sul terreno non ha mostrato segnali concreti di distensione. In Libano, i continui bombardamenti israeliani avrebbero provocato almeno 16 vittime nelle ultime 24 ore, alimentando nuove preoccupazioni nella comunità internazionale. Gli attacchi sono proseguiti nonostante il Paese dei Cedri rientri tra gli attori coinvolti nel memorandum sostenuto da Washington e Teheran per favorire una riduzione delle tensioni regionali.

A rendere ancora più delicato il quadro geopolitico è stata la decisione annunciata dai Pasdaran di procedere con una nuova chiusura dello Stretto di Hormuz, passaggio strategico attraverso il quale transita una quota significativa del commercio energetico mondiale. Una mossa che rischia di avere ripercussioni immediate sui mercati internazionali e sulla sicurezza delle rotte marittime.

Secondo quanto riportato dai media israeliani, nella serata di sabato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe ordinato il cessate il fuoco in Libano. Tuttavia, le notizie provenienti dal territorio raccontano una realtà diversa: già nelle prime ore della mattinata successiva nuovi attacchi delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) avrebbero causato almeno altre sette vittime.

Il contrasto tra gli sforzi diplomatici avviati in Svizzera e il perdurare delle operazioni militari sul campo evidenzia la fragilità dell’attuale scenario mediorientale. I negoziati sul nucleare iraniano vengono considerati un passaggio cruciale per evitare un ulteriore allargamento del conflitto, ma gli sviluppi delle ultime ore dimostrano quanto sia complesso tradurre le iniziative diplomatiche in una reale de-escalation.

L’attenzione della comunità internazionale resta ora concentrata sia sull’esito dei colloqui tra Stati Uniti e Iran sia sull’evoluzione della situazione in Libano e nello Stretto di Hormuz, due fronti che potrebbero determinare gli equilibri della regione nelle prossime settimane.

Redazione

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