Piemonte

Medicina personalizzata in neonatologia, a Torino esperti a confronto sulle nuove frontiere della cura dei neonati fragili

Venerdì 29 maggio alle ore 21 l’Accademia di Medicina di Torino ospiterà una seduta scientifica dedicata a uno dei temi più innovativi della ricerca pediatrica contemporanea: la medicina personalizzata in neonatologia. L’incontro, dal titolo “Medicina personalizzata in neonatologia: nuove frontiere”, si svolgerà sia in presenza presso l’aula magna di via Po 18 sia in modalità webinar.

Ad aprire i lavori saranno Claudio Fabris, Professore di Pediatria, ed Enrico Bertino, Professore Ordinario di Pediatria Generale e Specialistica, entrambi soci dell’Accademia. Seguiranno gli interventi di Alessandra Coscia, Direttore della Struttura Complessa di Neonatologia, Francesco Cresi, Responsabile della Terapia Intensiva Neonatale, e Chiara Peila, Ricercatrice Universitaria presso la Struttura Complessa di Neonatologia. Moderatori e relatori fanno riferimento all’Università di Torino.

Al centro dell’incontro vi sarà il concetto di medicina personalizzata applicato ai neonati, in particolare ai bambini più fragili e prematuri. Un approccio che punta a costruire percorsi terapeutici su misura, considerando le specificità biologiche e cliniche di ciascun paziente fin dai primi giorni di vita.

Nel corso della prima parte della seduta verranno approfondite alcune applicazioni innovative in Terapia Intensiva Neonatale, tra cui la personalizzazione del supporto respiratorio non invasivo, l’ottimizzazione individualizzata della nutrizione parenterale e la definizione di criteri mirati per una dimissione sicura del neonato. L’obiettivo è mostrare come l’integrazione tra fisiopatologia, monitoraggio clinico e decisioni terapeutiche personalizzate possa migliorare gli esiti clinici dei neonati più vulnerabili.

Ampio spazio sarà dedicato anche alla medicina di genere in ambito neonatologico. Gli specialisti analizzeranno le differenze tra maschi e femmine già presenti alla nascita, evidenziando come il sesso biologico possa influenzare mortalità, risposta alle cure e sviluppo delle complicanze legate alla prematurità. Sarà richiamato anche il celebre studio di Naeye del 1971, che introdusse il concetto di “svantaggio maschile” in neonatologia, sottolineando la maggiore mortalità neonatale tra i maschi, inclusi i nati a termine.

Secondo gli studiosi, le femmine mostrerebbero una maggiore capacità di adattamento già durante la vita intrauterina, mentre i maschi pretermine risulterebbero maggiormente esposti a complicanze severe legate alla prematurità. Un tema destinato ad assumere crescente rilevanza anche nella ricerca futura, soprattutto per quanto riguarda i diversi fabbisogni nutrizionali e le differenti risposte farmacologiche tra neonati maschi e femmine.

L’ultima parte dell’incontro sarà invece dedicata a una forma particolare di medicina personalizzata che coinvolge direttamente le famiglie: l’utilizzo della lettura precoce nei neonati fragili. Gli esperti illustreranno come la lettura da parte dei genitori possa rappresentare uno strumento semplice ma efficace per favorire lo sviluppo cognitivo e comunicativo dei bambini prematuri, spesso esposti a un rischio maggiore di neurosviluppo atipico.

La pratica dell’“early vocal contact”, mediata dalla lettura, viene oggi considerata una strategia relazionale e cognitiva capace di offrire benefici sia a breve che a lungo termine, soprattutto sul piano dello sviluppo comunicativo. Un approccio che, secondo gli specialisti, deve proseguire anche dopo la dimissione ospedaliera, con particolare attenzione ai contesti sociali più fragili, trasformando così la medicina personalizzata in un percorso di cura che coinvolge non solo il neonato ma l’intero nucleo familiare.

L’incontro potrà essere seguito sia in presenza sia in diretta streaming attraverso il sito ufficiale dell’Accademia di Medicina di Torino. La registrazione della seduta sarà successivamente pubblicata online.

Redazione

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