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Evelio Menjivar-Ayala, ex immigrato irregolare diventato vescovo in West Virginia: perché la nomina di Papa Leone XIV sfida le politiche migratorie di Trump

Una scelta destinata a far discutere negli Stati Uniti e non solo. Evelio Menjivar-Ayala, 55 anni, è stato nominato vescovo per la West Virginia da Papa Leone XIV. Una decisione che, secondo osservatori e media internazionali come il The Washington Post, assume anche un forte valore simbolico nel contesto politico americano segnato dalle politiche migratorie dell’amministrazione guidata da Donald Trump.

Menjivar-Ayala incarna infatti una storia personale che si intreccia profondamente con il tema dell’immigrazione. Nato in El Salvador, arrivò negli Stati Uniti nel 1990 senza documenti, dunque in condizione di irregolarità, affrontando un viaggio drammatico e rischioso, nascosto nel bagagliaio di un’auto. Prima di raggiungere stabilità, tentò più volte di fuggire dalla violenza e dalla guerra civile che devastavano il suo Paese. Solo al terzo tentativo riuscì a raggiungere Los Angeles, dove si ricongiunse con la sorella.

Negli Stati Uniti ha conosciuto una realtà fatta di sacrifici e lavori umili: dalle pulizie all’edilizia, fino ad altri impieghi che hanno segnato i primi anni della sua permanenza. Successivamente si è trasferito nel Maryland, dove ha maturato la vocazione sacerdotale che lo avrebbe portato a diventare, nel 2023, il primo vescovo salvadoregno negli Stati Uniti come ausiliare per l’Arcidiocesi di Washington.

Negli ultimi mesi, Menjivar-Ayala si è distinto anche per le sue prese di posizione pubbliche. Il nuovo vescovo ha invitato i cattolici a riflettere e a prendere posizione sul trattamento riservato agli immigrati, criticando apertamente le politiche restrittive e le operazioni condotte dall’ICE – U.S. Immigration and Customs Enforcement. Un impegno che rafforza il significato della sua nomina, letta da molti come un messaggio chiaro della Santa Sede.

Parallelamente, il Papa ha nominato anche Robert Boxie III come vescovo ausiliare a Washington, in sostituzione dello stesso Menjivar-Ayala. Cappellano della Howard University, Boxie, 46 anni, si è fatto conoscere per le sue posizioni su temi sociali e civili. Ha definito gli attacchi alla diversità “antiamericani” e “anticristiani”, esprimendo preoccupazione per le recenti evoluzioni legislative e giudiziarie, tra cui l’indebolimento del Voting Rights Act da parte della Corte Suprema.

Le due nomine sembrano delineare una linea precisa del pontificato di Leone XIV: promuovere figure del clero statunitense capaci di intervenire nel dibattito pubblico su questioni cruciali come immigrazione, diritti civili e inclusione. Una scelta che inevitabilmente entra in tensione con alcune politiche dell’amministrazione Trump, contribuendo ad alimentare il confronto tra visione religiosa e indirizzo politico.

In un’America sempre più divisa su questi temi, la figura di Menjivar-Ayala emerge così non solo come guida spirituale, ma anche come simbolo di un percorso umano e sociale che continua a interrogare la coscienza del Paese.

Redazione

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