Allarme nel comparto agromeccanico bergamasco per il caro gasolio e l’impennata dei costi energetici. A lanciarlo è Confai Bergamo, che denuncia una situazione sempre più critica per le imprese contoterziste, escluse dal recente credito d’imposta sul carburante previsto dal Decreto legge 42 del 3 aprile 2026.
Secondo il presidente Pietro Cattaneo, si tratta di “una discriminazione ingiustificata” che penalizza le aziende agromeccaniche, nonostante svolgano le stesse lavorazioni delle imprese agricole incluse nei benefici. Una posizione condivisa anche dal presidente nazionale di CAI Agromec, Gianni Dalla Bernardina, che parla di “errore di merito e di metodo”.
Il rincaro del gasolio ha già raddoppiato i costi energetici, mettendo a rischio la sostenibilità economica del settore. Per questo, come spiegato dal segretario provinciale Enzo Cattaneo, le imprese saranno costrette ad aumentare le tariffe minime di almeno il 20%.
Un effetto domino che potrebbe ripercuotersi sull’intera filiera agricola: in Bergamasca, infatti, le imprese agromeccaniche garantiscono oltre il 90% delle operazioni di raccolta e circa il 70% delle lavorazioni del terreno. L’esclusione dal tax credit rischia quindi di tradursi in un aumento dei costi anche per le aziende agricole e, di conseguenza, per i consumatori.
Confai chiede un intervento urgente per correggere quella che definisce una disparità normativa, sottolineando come, senza misure di sostegno, l’intero sistema rischi di perdere efficienza e competitività sotto il peso dei rincari energetici.
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