Nei prossimi giorni in Calabria centrale è previsto un appuntamento di carattere scientifico con ospiti e competenze di livello internazionale.
Fin qui, nulla da eccepire.
Anzi: quando arrivano studiosi, ricercatori e professionisti con esperienze importanti alle spalle, è una buona notizia per il territorio.
Poi però arriva la comunicazione.
E improvvisamente succede qualcosa di curioso.
Quello che dovrebbe essere il racconto di un’iniziativa scientifica comincia a trasformarsi in un’autobiografia.
Basta partire da un evento per arrivare, nel giro di poche righe, a impresa, innovazione, tecnologia, territorio, futuro, benessere, visione, sacrificio, missione e naturalmente alla propria storia personale.
Manca soltanto il capitolo sui viaggi nello spazio.
Il procedimento è quasi perfetto: si prende un evento, lo si colloca dentro una grande narrazione sul futuro e, poco alla volta, il protagonista dell’articolo non sono più gli esperti invitati.
È chi sta raccontando l’evento.
Una specie di effetto calamita autobiografico.
Qualunque argomento venga toccato, prima o poi torna tutto lì.
La parte più divertente è che, in teoria, i protagonisti dovrebbero essere gli studiosi.
Sono loro ad avere pubblicazioni, ricerche, competenze e anni di lavoro alle spalle.
Eppure, leggendo certe presentazioni, si ha quasi l’impressione che gli esperti siano stati convocati per fare da scenografia a una storia completamente diversa.
L’appuntamento diventa così una specie di grande fondale internazionale.
Davanti: la scienza.
Dietro: la narrazione personale.
E in mezzo, naturalmente, una quantità considerevole di “visione”.
La “visione” è una parola straordinaria.
Funziona praticamente per tutto.
Se si parla di territorio, è visione.
Se si parla di impresa, è visione.
Se si parla di tecnologia, è visione.
Se si parla di futuro, è visione.
Se si parla di benessere, ancora visione.
A questo punto viene quasi da chiedersi se anche il traffico sulla Statale possa essere risolto con una visione.
Probabilmente sì.
Basta raccontarlo abbastanza bene.
E poi c’è il territorio.
Una terra che improvvisamente diventa il palcoscenico di una grande storia personale: la terra d’origine, il ritorno, il futuro, la ricerca, l’innovazione, il Mezzogiorno da rilanciare.
Tutto molto solenne.
Peccato che la Calabria centrale esistesse anche prima della narrazione.
E continuerà a esistere anche dopo.
Ha professionisti, imprese, associazioni, realtà culturali e persone che lavorano ogni giorno senza bisogno di trasformare ogni iniziativa in un capitolo della propria epopea.
Naturalmente nessuno vieta di avere una visione.
Né di raccontare il proprio percorso.
Né di essere orgogliosi delle proprie attività.
Ma esiste una differenza abbastanza evidente tra partecipare a una storia e raccontarsi come se la storia passasse necessariamente da noi.
Ed è una differenza che il lettore, prima o poi, nota.
Anche perché quando ogni evento diventa una conferma della propria centralità, il rischio è quello di produrre un effetto involontariamente comico.
Più che una notizia, sembra una puntata di una serie dal titolo:
“Comunque, parliamo un po’ di me”.
La cosa rassicurante è che la scienza non si lascia impressionare troppo dalla retorica.
Non ha bisogno di grandi metafore.
Non ha bisogno di frasi solenni.
Non ha bisogno di autobiografie.
Ha bisogno di dati, studi, risultati, confronto e verifica.
E soprattutto non ha bisogno che qualcuno si metta al centro della fotografia.
Nei prossimi giorni sarà quindi interessante vedere cosa resterà davvero dell’iniziativa.
Se i contenuti saranno all’altezza delle aspettative, ne parleranno i fatti.
Se nasceranno collaborazioni, ne parleranno i fatti.
Se emergeranno risultati interessanti, ne parleranno i fatti.
Il resto resterà quello che è sempre stato:
comunicazione.
E qualche volta, osservandola con un minimo di distanza, anche una forma piuttosto elaborata di autocelebrazione.
Con una differenza fondamentale: quando il protagonista continua a comparire anche quando non dovrebbe esserci, prima o poi il lettore comincia a chiedersi se l’appuntamento sia davvero il tema dell’articolo.
Oppure soltanto il pretesto.
Edoardo Ciardiello Crescimanno, 50 anni, romano, è l'uomo individuato dagli investigatori nell'indagine sugli spari con…
Milano - Esce venerdì 18 settembre “Sono Lucio”, l’antologia che celebra il genio intramontabile di…
Sandra non è un nome qualunque quando si parla di intrattenimento telefonico per adulti. Richiama…
La nuova misura sul bollo auto accende il confronto politico tra Giorgia Meloni e Matteo…
L'incontro di Termeno tra i giovani della Süd-Tiroler Freiheit e un esponente dell'AfD riapre una…
Quando si parla di sicurezza industriale l’attenzione si concentra spesso sui pericoli più evidenti: macchinari…