La scrittrice calabrese Merilia Ciconte ha lanciato un appello accorato sui social, denunciando la drammatica situazione dei migranti che perdono la vita nel Mediterraneo. Nel suo post, Ciconte descrive il mare calabrese come un luogo che “vomita cadaveri” e denuncia l’indifferenza di molti di fronte a migliaia di disperati che cercano un porto sicuro, negato spesso “al grido di accoglienza zero”.
Secondo la scrittrice, queste persone hanno speranze, diritti e nomi, e l’unica “colpa” sarebbe quella di essere nate “dall’altra parte di questo mare”. Le acque calabresi, un tempo simbolo di bellezza, diventano così il teatro di un “balletto macabro” e di un vero e proprio “cimitero liquido del mondo”.
Ciconte conclude il suo messaggio con sentimenti di “tristezza, rabbia e vergogna”, invitando a riflettere sull’umanità delle storie dei migranti e sulle responsabilità dell’Europa e dell’Italia nelle politiche di accoglienza.
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