Code interminabili, cantieri senza fine, ore perdute in autostrada senza alcuna forma di compensazione: una scena familiare per milioni di automobilisti. Ma dal prossimo anno lo scenario cambierà in modo radicale. L’Autorità di regolazione dei trasporti (ART) ha approvato la delibera 211/2025, che introduce per la prima volta in Italia il diritto al rimborso automatico del pedaggio quando il viaggio è compromesso da cantieri o blocchi del traffico.
Un provvedimento definito “storico”, che farà dell’Italia il primo Paese europeo a riconoscere in modo strutturato e automatizzato il disagio subito dagli utenti.
La nuova disciplina sarà operativa in due fasi:
Dal 1° giugno 2026 per ritardi dovuti a cantieri o blocchi sulle tratte gestite da un singolo concessionario.
Dal 1° dicembre 2026 per i percorsi che coinvolgono più gestori, estendendo il meccanismo all’intera rete autostradale.
Il 2026-2027 servirà anche per monitorare il funzionamento del sistema, con la possibilità di introdurre aggiustamenti entro luglio 2027.
La regola è proporzionale alla distanza percorsa:
Sotto i 30 km: rimborso sempre garantito, indipendentemente dal ritardo.
Tra 30 e 50 km: occorre uno scostamento di almeno 10 minuti.
Oltre 50 km: soglia fissata a 15 minuti.
Pendolari e abbonati avranno le stesse tutele degli utenti occasionali. In caso di lavori particolarmente impattanti sul loro tragitto abituale, potranno anche recedere dall’abbonamento senza penali.
Per le interruzioni totali della circolazione:
60–119 minuti: rimborso del 50% del pedaggio.
120–179 minuti: rimborso al 75%.
Oltre 180 minuti: rimborso integrale.
Le condizioni devono però essere eccezionali e documentate dal concessionario, specie in caso di eventi meteorologici o incidenti gravi.
La misura non si applica:
per importi inferiori a 10 centesimi (con accrediti solo oltre 1 euro);
quando sulla tratta esiste già una riduzione generalizzata del pedaggio;
ai cantieri emergenziali o a interventi d’urgenza;
in una prima fase, ai cantieri mobili, sebbene resti obbligatoria l’informazione agli utenti.
La delibera introduce anche un’app unica nazionale: un portale digitale che consentirà di consultare in tempo reale la viabilità, ricevere notifiche sui lavori e ottenere il rimborso automatico senza presentare reclami.
Chi non usa l’app potrà comunque rivolgersi a numeri verdi, portali web e assistenza dei concessionari.
Il sistema prevede un periodo di transizione:
2026–2027: i concessionari potranno recuperare integralmente i rimborsi.
2028: recupero al 75%.
2029: al 50%.
2030: al 25%.
Dal 2031: nessun recupero sarà più possibile.
A regime, dunque, le società dovranno assorbire il costo dei rimborsi, un incentivo a migliorare la programmazione dei lavori e ridurre i disagi.
Il presidente dell’Autorità, Nicola Zaccheo, ha spiegato che la riforma nasce per “offrire maggiori garanzie ai cittadini” e riaffermare un principio chiave: il pedaggio è un corrispettivo per un servizio che deve essere effettivamente erogato.
Allo stesso tempo, ha ricordato la necessità di bilanciare i diritti degli utenti con la sostenibilità economica dell’intero sistema autostradale.
La misura arriva in un contesto in cui, secondo un’indagine Altroconsumo del 2023, quasi il 70% degli automobilisti italiani considera i pedaggi troppo elevati rispetto al servizio ricevuto. Con questo provvedimento, il pedaggio non sarà più percepito come una “tassa di passaggio”, ma come un servizio misurabile e tutelato.
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