Lazio

In difesa dell’onore e del sacrificio della Guardia Costiera Italiana

di Paolo Fedele *

Con profonda amarezza assistiamo all’ennesimo attacco gratuito e fazioso rivolto, nella puntata di Report di domenica, contro una delle istituzioni più nobili e umane del nostro Paese: la Guardia Costiera Italiana.

Un servizio costruito con toni insinuanti e un taglio chiaramente pregiudiziale, che tenta di gettare ombre sul valore, la dedizione e il coraggio di uomini e donne che ogni giorno solcano il mare per salvare vite, spesso a rischio della propria.

Mentre qualcuno gioca a fare giornalismo d’assalto da uno studio televisivo, ci sono marinai e soccorritori che affrontano onde e marosi, notti gelide e tempeste di disperazione. Sono loro che tendono le mani a chi sta affondando, che riportano a riva bambini infreddoliti e madri distrutte dalla paura. Sono loro che, nel silenzio, compiono miracoli quotidiani.

Eppure, invece di celebrare il loro eroismo, una trasmissione di una rete pubblica sceglie di insinuare sospetti, di montare polemiche, perfino di accompagnare le immagini con il sottofondo di Bella Ciao, come se un canto di parte potesse diventare colonna sonora dell’onore nazionale. È un gesto di cattivo gusto e di profonda mancanza di rispetto verso chi non ha colore politico, ma solo una divisa e un giuramento: servire l’Italia e salvare vite umane.

Il Paese intero sa chi sono davvero i nostri uomini e le nostre donne della Guardia Costiera: non un’ombra, ma una luce che ogni giorno brilla nel buio del mare.
Ridurre tutto questo a un’inchiesta caricata di pregiudizi significa offendere il loro sacrificio e il sentimento di gratitudine di milioni di italiani.

Basta con il giornalismo che umilia la verità e deride chi serve il Paese con onore.
Basta con i servizi costruiti per screditare il governo attraverso l’attacco alle sue eccellenze.

La Guardia Costiera non è un bersaglio: è un simbolo di umanità, di coraggio e di Italia.
Onore ai nostri marinai, ai nostri soccorritori, a chi ogni giorno sfida la morte per restituire la vita.

Chi non lo capisce, non conosce il significato della parola Patria.

* Vice Segretario Generale Nazionale USIM

 

Nota dell’Editore: a fianco degli uomini in divisa

In perfetto stile anglosassone — che non teme di prendere posizione quando la verità e il rispetto delle istituzioni vengono messi in discussione — come Editore in ambito nazionale ed internazionale, mi schiero apertamente condividendo le parole di Paolo Fedele, Vice Segretario Generale Nazionale USIM.

Condivido la sua indignazione per l’attacco gratuito e pregiudiziale rivolto nella puntata di Report contro la Guardia Costiera Italiana, una delle istituzioni più nobili, umane e rispettate del nostro Paese.

È doveroso ricordare che dietro ogni divisa ci sono uomini e donne che non cercano riflettori né applausi, ma che ogni giorno, nel silenzio e nel rischio, salvano vite umane. Sfidano il mare e la morte con un solo obiettivo: portare in salvo chi chiede aiuto.

Screditare la Guardia Costiera significa ferire il cuore dell’Italia migliore — quella che non parla, ma agisce. Ecco perché, come editori, scegliamo di stare dalla parte di chi serve il Paese con onore, contro ogni forma di denigrazione mediatica e manipolazione narrativa.

La libertà di stampa è sacra, ma lo è anche la verità. E quando la prima diventa strumento per distorcere la seconda, allora è compito di chi fa informazione alzare la voce.

Onore alla Guardia Costiera Italiana.
A fianco degli uomini in divisa.

Antonio Nesci

Redazione

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