Una notte in Calabria
Al vespro d’estate,
i mulinelli sollevano la polvere sugli sterrati
e piazze deserte;
alla fonte, giumente stanche annusano l’aria,
ferme davanti a specchio d’acqua.
Dal muro dinanzi al mare
il sole discende verso il mare, sconvolge
le ore uguali nel ritornello di cicale.
E’ l’ora dell’onda che sovrasta lo scoglio.
Discende dall’orizzonte l’aura notte sul mare!
Lassù il cielo frema e s’abbevera d’acqua,
un fruscio d’aria fresca percuote la terra
e risalendo fa tremare le lanterne.
Così sperso in un sogno
m’abbandono all’onda
mi allontano dai lamenti dell’anima soffocati dal pianto ..
e se una mano mi sfiorasse,
se ci fosse adesso una parola e un forse,
il cenno di un si della vita!
Vincenzo Calafiore
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