Calabria

Mangone, riscoprire l’anima nella scrittura: i docenti tornano a studiare grafologia

In un’epoca in cui il digitale domina ogni forma di comunicazione, c’è ancora chi sceglie di riscoprire la bellezza autentica e la potenza espressiva della scrittura a mano. È il caso di un gruppo di docenti della scuola primaria dell’Istituto Comprensivo Mangone – Grimaldi, plesso di Piano Lago, che ha deciso di aderire con entusiasmo a un corso di aggiornamento in Grafologia, promosso e finanziato dal Rotary Club “Cosenza Nord”, presieduto dalla prof.ssa Antonietta Converso.

A guidare il percorso è stata la dott.ssa Carmensita Furlano, che ha accompagnato gli insegnanti in un viaggio affascinante tra teoria e pratica, alla scoperta della scrittura come specchio della personalità. Il corso ha permesso ai partecipanti di apprendere le basi della grafologia, disciplina che affonda le sue radici nel Seicento grazie agli studi pionieristici di Prospero Aldorisio e Camillo Baldi, per poi svilupparsi tra Otto e Novecento con figure di spicco come Jean-Hippolyte Michon, Jules Crépieux-Jamin e, in Italia, il frate francescano Girolamo Moretti.

Attraverso l’analisi di tratti come margini, spaziature, inclinazioni, pressione e forma dei caratteri, i docenti hanno potuto esplorare come ogni gesto grafico riveli qualcosa di profondo e autentico della persona. Un’attività che, pur avendo solide basi scientifiche, conserva un’anima profondamente umanistica e si presta a molteplici applicazioni: dall’educazione alla clinica, dall’ambito aziendale a quello legale.

«Ogni lezione è stata un’occasione per confrontarsi, osservare, riflettere», raccontano i docenti, sottolineando l’importanza di strumenti capaci di andare oltre l’apparenza, fondamentali anche nella relazione educativa con i bambini. La grafologia, infatti, non si limita a interpretare segni grafici, ma apre a una lettura più attenta delle emozioni, delle fragilità e delle potenzialità dell’individuo.

L’iniziativa, conclusasi il 26 giugno, ha lasciato un segno profondo. In un tempo che tende a uniformare, i partecipanti hanno riscoperto la scrittura come atto irripetibile, personale, intimo. Un modo per ascoltare l’altro, ma anche per riconoscersi. Come scriveva Michon, padre della grafologia moderna, «la scrittura è l’anima che si muove sulla carta».

Un corso che ha cambiato prospettiva, aprendo nuove possibilità di osservazione, comprensione e crescita. E che i docenti dell’I.C. Mangone–Grimaldi auspicano possa essere riproposto e diffuso, per continuare a educare al valore dell’unicità.

Redazione

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