Calabria

Vibo Valentia. “Il Diritto alla Memoria”, a Palazzo Marzano si discute di tutela dei beni culturali con Maria Agostina Cabiddu

Martedì 1° luglio, alle ore 18.45, uno dei luoghi simbolo del patrimonio architettonico vibonese, Palazzo Marzano a Vibo Valentia, ospiterà un incontro di grande rilievo culturale: “Il Diritto alla Memoria. Strategie di tutela dei Beni Culturali materiali e immateriali”.

Protagonista dell’evento sarà Maria Agostina Cabiddu, docente ordinaria di diritto pubblico presso il Politecnico di Milano, tra le massime esperte italiane in materia di tutela del territorio e beni culturali. Il suo intervento chiuderà la sezione “La Pagina in più” della rassegna “Un libro al mese: visti da vicino”, promossa dall’associazione L’Isola che non c’è A.P.S.

A dialogare con la professoressa sarà l’avvocato Alessandro Caruso Frezza, presidente facente funzione di Italia Nostra, mentre a moderare sarà Concetta Silvia Patrizia Marzano, presidente dell’associazione organizzatrice.

Nel cuore di un territorio ricchissimo di testimonianze storiche ma spesso vittima di incuria e abusi edilizi, l’appuntamento si propone come un momento di riflessione e consapevolezza. I recenti scandali che hanno coinvolto la distruzione o la compromissione di siti di pregio, spesso con il silenzio o l’inerzia delle istituzioni, testimoniano quanto ancora ci sia da fare per proteggere e valorizzare il patrimonio culturale locale.

L’incontro, rivolto sia agli addetti ai lavori sia ai cittadini interessati, sarà successivamente disponibile in differita sul canale YouTube dell’associazione.

Chi è Maria Agostina Cabiddu

Accademica di altissimo profilo, la professoressa Cabiddu insegna Diritto amministrativo, urbanistico e ambientale al Politecnico di Milano, dove è anche membro del Consiglio di amministrazione e fondatrice del Master in Appalti e Contratti pubblici (MAC). Collabora con numerose istituzioni scientifiche, riviste giuridiche e organismi nazionali e internazionali. Il suo lavoro si concentra su temi cruciali come il governo del territorio, i diritti fondamentali, la giustizia costituzionale e la gestione dei beni pubblici.

Un’occasione, quindi, per mettere a fuoco – con rigore e competenza – le strategie possibili per contrastare la “cancellazione volontaria” della memoria e per promuovere una nuova cultura della legalità e della bellezza.

Redazione

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