In una riflessione dal tono provocatorio e tagliente, il critico musicale Francesco Verrina prende posizione contro quella che definisce “l’ossessione estiva per il caldo”, rilanciata secondo lui dai media con toni allarmistici e futili.
“Le idee hanno bisogno di un po’ d’ombra per fiorire, ma l’aria condizionata non è una necessità primaria, è un bene voluttuario”, scrive Verrina. Poi il paragone drastico: “Immaginate se in questo momento piovessero sulle nostre case bombe, razzi e droni… pensate che parleremmo ancora dell’afa come problema principale?”. Il riferimento, neanche troppo velato, è ai drammi umanitari in corso, come quello di Gaza, dove – sottolinea il critico – la lotta quotidiana è per la sopravvivenza.
Verrina cita anche Elias Canetti: “Nel momento in cui l’uomo smette di avere fame, sete, caldo, freddo e paura, si annoia”, per poi attaccare frontalmente “Radio Idiota International” e più in generale un certo tipo di comunicazione che, a suo dire, “trasforma la normalità climatica estiva in un evento eccezionale”.
Un invito alla riflessione sulle priorità e sulla percezione del disagio: “Gli italiani – scrive – sono diventati noiosi anche perché fanno confusione tra fame e appetito. Quando anche noi saremo costretti a scannarci per una ciotola di riso, forse il caldo sarà l’ultimo dei problemi”.
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