Il Sogno mancato
( 17-08-19 L.633/41 PROPRIETÀ INTELLETTIVA RISERVATA)
di Vincenzo Calafiore
26 Giugno 2025 Udine
“….. talvolta vivere oltre a essere
poesia è coraggioso viaggio.
E’ un coraggio di esistenza e di
sopravvivenza più al mal vivere
che all’esistenza stessa. “
Vincenzo Calafiore
Tutto è standardizzato, le storie in televisione o su internet non hanno moralità.
La letteratura racconta delle storie. La televisione fa informazione.
La letteratura coinvolge, è una ri-crezione della solidarietà umana.
La televisione con la sua illusione di immediatezza, invece distanzia, ci imprigiona nella nostra stessa indifferenza.
Le storie raccontate dalla televisione soddisfano la nostra fame di curiosità e offrono le diverse modalità di comprensione che si elidono a vicenda.
Affermano inoltre e implicitamente l’idea che tutte le informazioni siano potenzialmente siano interessante ( anche quando non lo sono), che tutte le storie siano senza fine ( tutto ha una fine ), o che se si interrompono, ciò non accade perché si siano concluse, ma semplicemente perché spodestate da una storia più recente, più sensazionale, più eccentrica.
Ciò che i media propongono sono un numero illimitato di storie inconcluse, il cui consumo ha drammaticamente inciso sul tempo che in passato il pubblico istruito dedicava alla lettura.
I media offrono continuamente lezioni di amoralità e distacco antitetica a quella incarnata da un progetto di un romanzo; hanno creato una super razza di cinghiali, l’era del cinghiale!
Nella narrazione di storie praticata dal romanziere c’è sempre e necessariamente una forte componente etica. Questa non sta nella contrapposizione di una verità alla falsità, sta nel modello di completezza, di intensità emotiva, che è l’opposto del modello di ottusità, di incomprensione, ottundimento dei sentimenti, offerto generosamente dai media.
Purtroppo la televisione offre in una forma svilita e vuota, non vera,falsa e ipocrita come lo è purtroppo l’odierna società.
Ma la domanda è: Cosa significa essere individuo morale?
Significa, prestare, essere obbligato a prestare attenzione, specialmente quando abbiamo a che fare con l’altro o l’altra, quando esprimiamo giudizio morale. E quando lo facciamo non stiamo semplicemente affermando che una cosa è migliore di un’altra. Stiamo affermando, in un modo ancor più fondamentale, che una cosa è più importante di un’altra.
Ma forse il primo vero passo verso la saggezza e l’umiltà sta nel rassegnarsi e accettare l’idea, devastante, della simultaneità di ogni cosa e dell’incapacità della nostra comprensione morale.
“ Bisognerebbe vivere come i personaggi di un romanzo, agendo in un tempo completo, in cui tutto ciò che andava salvato è stato salvato e niente è andato perduto, lavato dalle incrostazioni di questo tempo assurdo e balordo: l’Era dei Cinghiali, e chissà se ci salveremo!
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