Esteri

Medio Oriente, l’Iran cambia strategia: meno missili, più precisione. E Israele ora teme di più

Il conflitto tra Iran e Israele si evolve e lo fa in una direzione che, paradossalmente, preoccupa ancora di più Tel Aviv. Teheran, infatti, ha cambiato radicalmente approccio bellico: stop ai massicci lanci di missili a pioggia, via libera invece a attacchi mirati e tecnologicamente più avanzati. Lo confermano fonti internazionali e militari israeliane, che nelle ultime ore registrano un netto calo nel numero di razzi lanciati dall’Iran, ma anche un significativo aumento della loro efficacia e precisione.

Non si tratta, spiegano gli analisti, di una diminuzione della capacità offensiva iraniana. Al contrario: il nuovo corso appare frutto di una scelta strategica precisa. Secondo la CNN, i missili partiti da Teheran sono passati da oltre un centinaio al giorno nei momenti di massima intensità bellica, a meno di dieci negli ultimi raid. Ma si tratta di armi ad alta precisione, in grado di colpire con chirurgica puntualità obiettivi strategici israeliani.

La nuova strategia, spiegano fonti vicine alla difesa israeliana, impiega missili balistici di nuova generazione capaci di eludere anche i più sofisticati sistemi di difesa aerea, come gli americani THAAD e Patriot, o quelli israeliani Iron Dome, David’s Sling e Arrow. Il 21 giugno, ad esempio, Teheran ha lanciato solo cinque missili, ma tutti hanno colpito con precisione strutture militari sensibili.

L’escalation non si limita al fronte militare convenzionale. Secondo Rafael Franco, ex vice direttore della Direzione Nazionale per la Sicurezza Informatica d’Israele, Teheran starebbe sfruttando in tempo reale telecamere civili israeliane compromesse per valutare i danni degli attacchi. Un elemento che segnala la piena estensione del conflitto anche al dominio cibernetico.

La risposta israeliana non si è fatta attendere: colpiti depositi di armi in territorio iraniano, postazioni di lancio e anche siti connessi al programma nucleare. Ma la nuova postura iraniana complica le operazioni militari tradizionali e innalza il rischio di un conflitto su vasta scala.

Questa svolta nella guerra, oltre a rappresentare un cambio sul piano militare, ha anche pesanti implicazioni geopolitiche. In un Medio Oriente sempre più influenzato da tecnologie emergenti e guerre ibride, la capacità dell’Iran di concentrare potenza di fuoco con precisione chirurgica cambia le regole del gioco e mette in discussione l’equilibrio regionale. Israele osserva, colpito più nel profondo che in superficie, e teme che il prossimo missile non sarà solo più preciso, ma anche più simbolico.

Redazione

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