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Israele, 22.000 turisti chiedono di lasciare il Paese: il Ministero del Turismo chiede l’evacuazione con l’operazione “Safe Return”

Il Ministero del Turismo israeliano ha consegnato alle autorità competenti un elenco contenente i nominativi di 22.000 turisti stranieri che hanno espresso il desiderio di lasciare Israele tramite voli di evacuazione. La richiesta si inserisce nel quadro dell’operazione “Safe Return”, attivata per il rimpatrio degli israeliani bloccati all’estero, e ora estesa anche ai visitatori stranieri rimasti nel Paese dall’inizio del conflitto.

In una lettera indirizzata ai coordinatori dell’operazione, il Direttore Generale del Ministero del Turismo, Danny Shachar, ha chiesto che i voli di rientro degli israeliani possano essere utilizzati anche per accompagnare all’estero i turisti attualmente presenti nel territorio israeliano. “I turisti si trovano in una situazione di incertezza e disagio nel mezzo di una guerra intensa – ha scritto Shachar – alcuni stanno soggiornando qui più a lungo del previsto, talvolta in circostanze economiche e personali difficili”.

“Una tale priorità operativa – prosegue – non è solo un atto umanitario e necessario, ma ha anche un grande valore politico e d’immagine: questi turisti diventeranno ambasciatori di buona volontà per lo Stato di Israele”.

Secondo le stime del Ministero, prima dello scoppio delle ostilità erano circa 40.000 i turisti presenti nel Paese. Attualmente ne restano circa 32.000, mentre una parte è già riuscita a lasciare Israele via terra, attraverso i valichi con la Giordania e l’Egitto, che al momento restano aperti. Il Ministero ha rafforzato in queste ore la presenza di propri rappresentanti ai confini per agevolare l’assistenza e la partenza dei turisti.

Nel frattempo, le autorità invitano tutti i turisti ancora presenti in Israele a registrarsi compilando il modulo online disponibile al seguente link:
👉 https://govforms.gov.il/mw/forms/TouristEvacuationFromIsrael@tourism.gov.il?displang=en

La gestione del rientro dei visitatori stranieri è ora considerata una priorità strategica, in un contesto di guerra che continua a generare forti preoccupazioni per la sicurezza della popolazione e dei visitatori internazionali.

Redazione

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