Sicilia

La Terrazza degli Scrittori: abbiamo incontrato chi dà voce a questo B&B affittacamere a Racalmuto

C’è un posto, nel cuore della Sicilia, dove ogni cosa parla sottovoce: i muri, i libri, persino la luce del pomeriggio. Un luogo dove l’accoglienza sa essere intima, sincera, mai invadente. È La Terrazza degli Scrittori, B&B a Racalmuto, poco distante dalla SS 640 nel cuore della Strada degli Scrittori, ma profondamente immersa nel suo spirito.

Ogni stanza è un racconto, non solo per il nome che porta, ma per l’atmosfera che riesce a creare, come ad esempio la stanza Màkari dedicata a Gaetano Savatteri. Ogni dettaglio suggerisce una presenza discreta, un autore che ha lasciato traccia di sé.

Alla Terrazza degli Scrittori si viene per dormire, certo, ma anche per abitare una storia. Che si tratti di Pirandello, Sciascia, Camilleri o Savatteri, ciascuno di loro abita questi spazi con discrezione, come un amico che ti siede accanto senza interrompere il silenzio.

Per capire meglio com’è nato questo piccolo rifugio letterario nel cuore di Racalmuto, abbiamo incontrato la proprietaria. Con lei abbiamo parlato di Sicilia, di scrittori, ma soprattutto di cosa significhi accogliere qualcuno in una casa che parla. Perché qui, prima ancora di aprire la porta, è la storia che ti viene incontro.

Com’è nata l’idea della Terrazza degli Scrittori

Valeria Alfano, una ragazza che ha voluto intraprendere questa attività, è stata molto gentile nel condividere, non solo la storia del luogo ma anche la visione che lo anima ogni giorno. Ci ha raccontato con passione come La Terrazza degli Scrittori sia nata dal desiderio di unire l’ospitalità alla memoria culturale, di offrire ai viaggiatori un’esperienza che fosse, al tempo stesso, semplice e significativa.

Per lei, accogliere significa creare uno spazio che parli con discrezione, che inviti alla calma e alla riflessione. Non a caso, ogni stanza ha un’identità precisa, ispirata a un autore siciliano, ma mai in modo didascalico. «Non è un omaggio scontato» ci ha detto, «ma un modo per ricordare che certi luoghi hanno ancora qualcosa da dire, se si sa ascoltare.»

Ma c’è anche qualcosa di profondamente personale in questo progetto. Valeria Alfano non parla mai della Terrazza degli Scrittori come di una semplice struttura ricettiva, ma come di una casa che ha trovato il modo giusto per raccontarsi. Una casa che custodisce il tempo, i silenzi, le parole. E anche i viaggiatori: “Non abbiamo ospiti, ma presenze temporanee che si intrecciano con la storia del luogo”, ci ha detto sorridendo.

Chi arriva qui cerca qualcosa di più

Quando gli abbiamo chiesto che tipo di persone scelgono di soggiornare alla Terrazza degli Scrittori, Valeria Alfano ci ha risposto con un sorriso: «Arrivano persone curiose, viaggiatori lenti, amanti dei libri, della cultura, della natura». Non solo lettori appassionati, ma anche chi magari non conosce a fondo gli autori evocati dalle stanze. Eppure, ci ha raccontato, quasi tutti restano colpiti dall’atmosfera: elegante, ma mai formale; silenziosa, ma densa di senso.

«Più di uno ci ha detto: “Sembra una casa che ti conosce già”», ci ha confidato. Un’impressione che dice molto dello spirito del luogo. Per il proprietario, infatti, l’accoglienza non si misura solo nei servizi offerti, ma soprattutto nella capacità di far sentire ogni ospite parte di qualcosa di più grande. Non ospiti di passaggio, ma presenze che lasciano un’eco. Ed è proprio questo, forse, il segreto: trasformare un soggiorno in un piccolo viaggio interiore, dove la bellezza non è ostentata, ma suggerita con garbo.

E quando gli abbiamo chiesto cosa sperasse gli ospiti si portassero via con sé, ci ha risposto che gli piacerebbe che lasciassero la struttura con un ricordo semplice ma vero, con un dettaglio che li abbia colpiti, un momento di pace, magari una frase letta per caso sulla parete. «Vorrei che tornassero a casa con la sensazione di aver incontrato la Sicilia, non solo di averla visitata». Ha concluso regalandoci lo stesso sorriso con il quale ci aveva accolto.

Redazione

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