Con una cerimonia carica di emozione e significato, mercoledì mattina la sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, ha annunciato l’intitolazione di una sala della Biblioteca Umanistica a Clara Sereni, scrittrice, amministratrice e figura simbolo dell’impegno civile e culturale della città.
“Un gesto semplice, ma profondamente simbolico” – ha dichiarato la prima cittadina – “proprio quella sala, pensata per accogliere persone con fragilità, porta ora il nome di una donna che ha fatto dell’accoglienza e della cura una visione politica e umana”.
Clara Sereni, scomparsa nel 2018, è stata una delle voci più intense della letteratura italiana contemporanea. Autrice di romanzi, saggi e articoli, ha raccontato con delicatezza e fermezza la propria esperienza di madre di un figlio con disabilità, trasformando la sofferenza in uno strumento di cambiamento, capace di generare inclusione e diritti.
La sala intitolata a suo nome non è solo uno spazio fisico, ma un luogo carico di memoria e di futuro, concepito per accogliere e includere. “Clara è stata – ed è – per me una maestra” ha continuato Ferdinandi, sottolineando come Sereni sia riuscita a tenere insieme “pensiero e azione, tenerezza e rigore”, parlando sempre “il linguaggio della verità”.
La scrittrice ha ricoperto anche un importante ruolo istituzionale, come vice sindaca di Perugia, e ha fondato la Fondazione La Città del Sole, punto di riferimento per le politiche di inclusione e di sostegno alle fragilità. Un’esperienza di frontiera che ancora oggi continua a operare nel segno della solidarietà, della dignità e della giustizia sociale.
“Perugia le deve molto. Io le devo molto” – ha concluso la sindaca Ferdinandi – “E spero che oggi, entrando in quella sala, chiunque possa sentirsi accolto da quello sguardo gentile e tenace che Clara ha lasciato in eredità a tutti noi”.
La cerimonia ha rappresentato non solo un tributo alla memoria, ma anche un impegno a proseguire lungo la strada tracciata da Clara Sereni, nella costruzione di una città capace di includere e di accogliere ogni sua cittadina e cittadino.
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