Umbria

L’assessore regionale umbro Fabio Barcaioli aderisce allo sciopero della fame per Gaza e annuncia la mobilitazione per la manifestazione del 7 giugno a Roma

L’assessore regionale dell’Umbria Fabio Barcaioli ha annunciato la sua adesione allo sciopero della fame in segno di solidarietà con la popolazione civile di Gaza, colpita ancora una volta da violenti bombardamenti che nelle ultime ore hanno provocato la morte di almeno 23 persone, tra cui donne e bambini.

Attraverso un post pubblicato sui social, Barcaioli ha espresso la sua indignazione per la situazione nella Striscia, definendo “nulla” il suo digiuno rispetto a quanto sta accadendo ai civili palestinesi. “I bombardamenti israeliani hanno colpito case e famiglie in varie zone della Striscia – ha scritto – uccidendo anche bambini. Davanti a tutto questo non possiamo restare inermi”.

L’assessore ha anche sottolineato che la Corte Penale Internazionale sta valutando la possibilità di emettere mandati di arresto contro alcuni ministri israeliani per il loro ruolo negli insediamenti in Cisgiordania, mentre l’Ufficio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani nei Territori Palestinesi denuncia almeno 47 civili feriti da colpi d’arma da fuoco mentre tentavano di ottenere aiuti umanitari.

Barcaioli ha quindi annunciato il proprio sostegno alla manifestazione nazionale che si terrà a Roma sabato 7 giugno contro “il massacro del popolo palestinese”. In vista dell’evento, l’assessore ha informato che sono in corso le operazioni di coordinamento per l’organizzazione dei pullman dai territori umbri, al fine di garantire una partecipazione massiccia da parte dei cittadini della regione.

“È il momento di unirci – conclude Barcaioli – di far sentire la nostra voce e di chiedere con forza la fine del massacro”.

La posizione dell’assessore si inserisce in un contesto nazionale e internazionale di crescente mobilitazione civile e politica a sostegno della popolazione palestinese, mentre prosegue il dibattito sulle responsabilità dei governi coinvolti e sull’urgenza di una soluzione diplomatica che metta fine al conflitto.

Redazione

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