Una visione strategica per l’Università degli Studi di Perugia: inclusione, ricerca, territorio e internazionalizzazione al centro della proposta del professore Carbone
Un progetto articolato e concreto, radicato nella lunga esperienza accademica e gestionale maturata dentro e fuori le aule universitarie. È quanto ha illustrato questa mattina il professore Paolo Carbone, ordinario di Misure elettriche ed elettroniche, durante la presentazione del suo programma in vista delle prossime elezioni per il Rettorato dell’Università degli Studi di Perugia. L’incontro si è tenuto presso il Dipartimento di Medicina, alla presenza di docenti, ricercatori e rappresentanti della comunità accademica.
Il documento programmatico, riferito al sessennio 2025-2031, si sviluppa attorno a tre missioni strategiche – didattica, ricerca e terza missione – e quattro direttrici trasversali: valorizzazione delle persone, digitalizzazione, sostenibilità ambientale e internazionalizzazione.
La didattica è al centro del piano di Carbone, che propone un modello universitario costruito attorno agli studenti, con percorsi personalizzati, strumenti di orientamento efficaci e servizi mirati a contrastare l’abbandono accademico. L’inclusività viene affiancata dall’innovazione, grazie alla costituzione di un gruppo di lavoro sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella formazione. Prevista anche una revisione della formazione docenti, con l’adozione di metodologie didattiche miste e digitali.
Ampio spazio anche al rafforzamento del ruolo dei dottorandi, con l’istituzione di un Osservatorio permanente e l’ampliamento delle scuole di specializzazione in stretta collaborazione con il mondo imprenditoriale.
Nel secondo ambito strategico, Carbone intende rendere la ricerca il motore dell’attrattività e della competitività dell’Ateneo. In primo piano, il riconoscimento del merito e il miglioramento delle condizioni di lavoro per contrastare la “fuga dei cervelli”. Tra le proposte, l’introduzione della figura del lean manager per rendere più snelli i processi amministrativi e l’incentivazione della collaborazione interdipartimentale.
Il potenziamento della struttura di supporto alla progettazione scientifica si accompagnerà a una razionalizzazione delle pratiche burocratiche, permettendo ai ricercatori di concentrarsi sulle attività scientifiche e sulla partecipazione ai bandi competitivi, anche in ambito europeo.
Il terzo pilastro del programma riguarda la cosiddetta “terza missione”, ossia la capacità dell’Università di generare un impatto positivo sulla società. In quest’ottica, Carbone propone un potenziamento dei legami con il territorio, valorizzando la funzione culturale dell’Ateneo attraverso eventi, conferenze e attività di divulgazione scientifica.
Tra gli strumenti proposti, un rafforzamento del trasferimento tecnologico, la partecipazione attiva alla rete Netval e il coinvolgimento dei Centri di Ateneo come snodi di confronto tra accademia e realtà locali.
Quattro pilastri trasversali per uno sviluppo sostenibile
Il programma si sostiene su quattro assi trasversali:
Valorizzazione delle persone: attenzione particolare al benessere organizzativo del personale tecnico-amministrativo, bibliotecario e CEL, con interventi di welfare e miglioramento degli spazi di lavoro.
Digitalizzazione: estensione dell’uso di strumenti digitali come PEC e firma elettronica, sviluppo di software gestionali con intelligenza artificiale e ristrutturazione del sito web istituzionale.
Sostenibilità ambientale: interventi concreti per l’efficienza energetica degli edifici universitari, installazione di impianti fotovoltaici e piena operatività del Green Office.
Internazionalizzazione: potenziamento della mobilità studentesca e docente, oltre all’accesso a programmi e fondi europei grazie a un potenziato supporto amministrativo.
Nella visione di Carbone, i Dipartimenti rappresentano il motore operativo dell’Ateneo. La proposta prevede una maggiore autonomia gestionale e una valorizzazione del loro ruolo in tutte le missioni universitarie. Centrale sarà anche il rafforzamento dell’ufficio ricerca per alleggerire il carico burocratico dei docenti.
Tra i progetti a lungo termine, spicca la proposta di un IRCCS (Istituto di Ricerca e Cura a Carattere Scientifico), frutto della collaborazione tra Università, Regione Umbria, Provincia e Comune di Perugia, con l’ambizione di creare un polo di eccellenza nella ricerca medica.
Infine, grande attenzione viene riservata alla gestione dei dati accademici, in linea con i nuovi standard dell’ANVUR, per garantire trasparenza e ottimizzazione nell’assegnazione del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO).
Con questo programma, Paolo Carbone propone un’Università radicata nel territorio ma proiettata verso l’Europa, in grado di attrarre talenti, produrre conoscenza e contribuire attivamente allo sviluppo sociale ed economico. Un’Ateneo moderno, dinamico e partecipativo, in cui ogni componente – studente, docente, ricercatore e personale tecnico – trovi riconoscimento e valore.
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